Divertirsi con Mozart

Divertimento in fa maggiore KV522

“Ein musikalischer Spass”

(I musicanti del villaggio)

Movimenti e tonalità:

1. Allegro (fa maggiore)

2. Minuetto e Trio. Maestoso (fa maggiore)

3. Adagio cantabile (sol maggiore)

4. Presto (fa maggiore) 

Organico: 2 violini, viola, basso, 2 corni 

Composizione: Vienna, 14 giugno 1787 

Edizione: Andrè, Offenbach 1801 

Mozart scrisse il Musikalischer Spass, per due violini, viola, contrabbasso e due corni KV522, noto anche come «Scherzo musicale» o con il titolo «I musicanti del villaggio»*, verso la metà di giugno dell’anno 1787, un paio di mesi prima cioè della Kleine Nachtmusik KV525 di cui ci siamo occupati nello scorso articolo. Non si conosce l’occasione e il destinatario di questo divertimento musicale in quattro tempi, ma è facile immaginare che si tratti di una scherzosa parodia di un piccolo e modesto complesso orchestrale, senza pretese sul piano dell’esecuzione. E’ una deliziosa caricatura delle composizioni artigiane in uso al tempo di Mozart, il quale mette a nudo con bonomia i lati deboli e le banalità più dei compositori, che degli esecutori da strapazzo, riservando all’ascoltatore smaliziato una piacevole sorpresa a ogni singola battuta. Tra l’altro questa composizione, unica nel suo genere, segna un ritorno di Mozart alla forma del Divertimento e della Serenata, che in quel tempo egli aveva abbandonato per dedicarsi alla sinfonia e al quartetto d’archi.

Il primo Allegro già mostra certe discontinuità di intervento dei vari strumenti, che mirano a sottolineare il tono scherzoso della composizione, nata probabilmente come una battuta di spirito durante una allegra chiacchierata tra amici. Il <<Menuetto>> maestoso non si discosta da altri analoghi componimenti con le parti solistiche concertanti. Il Trio in si bemolle è più lungo del necessario e offre al primo violino l’occasione per fare sfoggio di virtuosismo. Alla fine ritorna il tema del minuetto. L’Adagio cantabile è sottolineato da trovate curiose e banali e presenta una serie di accordi armonici che appartengono al peggiore sentimentalismo di ogni compositore. Dopo essersi divertito abbastanza, Mozart offre nel Presto conclusivo un saggio della sua disinvolta bravura armonica e contrappuntistica, tra fugati, trilli e rondò in un incalzante rapido di note di indubbio effetto estetico, quasi a riconciliarsi, con un abbraccio amichevole, con i valori eterni della musica. 

* Il titolo apocrifo “Die Dorfmusikanten” appiccicato ad un’edizione ottocentesca di questa celebre partitura mozartiana, ne tradisce alquanto il significato, ponendo a fin troppo facile bersaglio satirico l’imperizia di un gruppo di poveri strimpellatori paesani, alle prese con un brano musicale di qualche pretesa. Al giorno d’oggi invece gli tessi vengono tanto apprezzati in svariate sagre paesane, che ne custodisco un’importante tradizione e soprattutto un insegnamento precoce della Musica, che tanto servirebbe in ogni ordine e grado dell’attuale proposta scolastica, formando le persone!!!

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