Mozart i Concerti per violino ed orchestra n.1 e n.2

In questo periodo estivo sarà la Musica di Wolfgang Amadeus Mozart ad accompagnarci.

Oggi apriremo il ciclo, in tre episodi, dove illustreremo i concerti per violino ed orchestra.

Concerto n. 1 in si bemolle maggiore per violino e orchestra KV207

Movimenti:

1. Allegro moderato (si bemolle maggiore) 

2. Adagio (mi bemolle maggiore)

3. Presto (si bemolle maggiore) 

Organico: violino solista, 2 oboi, 2 corni, archi

Composizione: Salisburgo, 14 aprile 1775

Prima esecuzione: Salisburgo, Tanzmeistersaal, 15 agosto 1777

Edizione: Andrè, Offenbach 1870 

Secondo il criterio cronologico del catalogo del musicologo Köchel il primo dei concerti è il KV207, il cui autografo reca sul frontespizio la seguente dicitura: “Concerto a violino solo di W. A. Mozart a Salisburgo, lì 14 di Aprile 1775”. Il tratto distintivo di questa composizione è la ricchezza delle idee melodiche, che costituisce del resto un aspetto inconfondibile dell’inventiva creatrice del giovane musicista (cfr. aveva appena superato la maggiore età). Il Concerto si apre con un preludio orchestrale molto breve comprendente due temi separati e seguito da uno stesso ritornello deliziosamente espressivo. Il solista riprende il primo tema e successivamente sviluppa una serie di variazioni delicatamente arabescate, nel contesto di un gioco di modulazioni con il “Tutti” strumentale, in cui non manca la cadenza violinistica, senza eccessive e stilistiche figurazioni virtuosistiche. Anche l’Adagio inizia con due temi e un ritornello, mentre il violino solista propone una nuova frase alla quale si contrappone il primo dei due temi iniziali. Ciò che distingue questo secondo movimento è la linea del canto estremamente semplice e intimistica, tipicamente mozartiana. Il Presto conclusivo trae ispirazione ed è uno dei tanti omaggi allo stile haydniano, non solo per il piglio ritmico iniziale, cordialmente estroso, ma per la freschezza quasi popolaresca dei due temi, ai quali se ne aggiunge un altro più breve e sviluppato, come una cadenza. Anche in questo movimento il ruolo del violino solista è molto curato e si inserisce abilmente nel discorso finemente variegato con il “Tutti” orchestrale, così da raggiungere nel passaggio delle diverse tonalità e tra cadenze brevi e lunghe (c’è anche una grande cadenza facoltativa) effetti di piacevole intrattenimento musicale. 

Concerto n. 2 in re maggiore per violino e orchestra KV211 

Movimenti:

1. Allegro moderato (re maggiore) 

2. Andante (sol maggiore)

3. Rondò. Allegro (re maggiore) 

Organico: violino solista, 2 oboi, 2 corni, archi 

Composizione: Salisburgo, 14 giugno 1775 

Edizione: Andrè, Offenbach 1870 

Scritto un paio di mesi dopo il primo, il Concerto in re maggiore KV 211 (cfr. “Concerto di violino di W. A. Mozart m. p. à Salsburg lì 14 di Giugno 1775”) è analogo al precedente nell’impianto formale, ma è meno pretenzioso dal punto di vista della tecnica violinistica: tanto che nella prima edizione a stampa veniva definito «Concerto facile». L’assenza di passi improntati allo spirito virtuosistico, tuttavia, non impedisce al violino solista di porsi in risalto come il vero protagonista del Concerto: dello strumento, infatti, Mozart sfrutta intensamente la capacità cantante in tutti i registri, spingendolo spesso anche nell’estrema tessitura acuta. 

Il taglio netto dei temi, quale traspare già a partire dall’Allegro moderato iniziale, va di pari passo con una scioltezza ed un gusto per i dettagli raffinati nei quali è probabilmente avvertibile l’influsso di Johann Christian Bach, il famoso Bach di Londra conosciuto dal Nostro nei viaggi giovanili.

Lo stesso influsso si avverte nel Rondeau finale (Allegro), una pagina che mostra un senso perfetto delle proporzioni formali, dove la grazia è sempre preminente sulla brillantezza virtuosistica. 

Il movimento centrale, Andante, è inconfondibilmente mozartiano: presenta melodie ampie e aperte, un canto spiegato che richiama un’aria amorosa all’italiana. 

Concludendo il primo atto Vi lascio con un tranciante appunto sulla Musica di Mozart fatto dal saggista Massimo Mila: “l’Arte di Mozart è un mare dove confluiscono e convivono pacificamente le più disparate tendenze del suo secolo. Anche in questo egli rassomiglia a Raffaello, cui viene paragonato per la levigata perfezione esteriore e per l’assoluta finitezza formale. Artisti compendiatori e coronatori di un’epoca, artisti la cui forza è forza di civiltà, non di primitiva barbarie: e civiltà è prima di tutto conservazione, religiosa pietà di ciò che è stato prima di noi e che ha contribuito a crescerci quali siamo. Vi sono artisti ribelli ed essenzialmente rivoluzionari che nelle epoche di lotta e di trasformazione svolgono un lavoro prezioso di demolizione delle vecchie sovrastrutture, dei pregiudizi ritardatari, e sbarazzano il terreno per la manifestazione di un ordine nuovo. E vi sono artisti, invece, i quali edificano la casa dell’uomo, cioè la civiltà, sopra quanto rimane dei vecchi edifici, utilizzando tutti i mattoni salvabili dalle rovine, trovando con naturale spontaneità la conciliazione e la continuità fra le testimonianze del passato e le esigenze del presente”

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