La Bibbia (dal greco antico βιβλίον, plurale βιβλία biblìa, che significa “libri”) è il testo sacro della religione ebraica e di quella cristiana.
La Bibbia ebraica e la Bibbia cristiana
La Bibbia cristiana va distinta dalla Bibbia ebraica.
La Bibbia ebraica comprende 39 libri, potremmo azzardare a dire che sia una biblioteca contenente questi scritti tutti realizzati prima dell’avvento di Cristo.
Tradizionalmente è suddivisa in tre grandi sezioni.
- La Toràh o Legge, comprendente i primi cinque libri:
GENESI – ESODO – LEVITICO – NUMERI – DEUTERONOMIO. - I Profeti:
Anteriori, corrispondenti ai seguenti libri:
GIOSUÈ – GIUDICI – 1,2 SAMUELE – 1,2 RE;
Posteriori, corrispondenti ai seguenti libri:
ISAIA – GEREMIA – EZECHIELE e i dodici profeti “minori”:
OSEA – GIOELE – AMOS – ABDIA – GIONA – MICHEA – NAHUM
ABACUC – SOFONIA – AGGEO – ZACCARIA – MALACHIA. - Gli Scritti, corrispondenti ai seguenti libri:
SALMI – PROVERBI – GIOBBE – CANTICO DEI CANTICI – RUT
LAMENTAZIONI – QOELET – ESTER – DANIELE – ESDRA – NEEMIA
1-2 CRONACHE.
La Bibbia cristiana riprende la Bibbia ebraica, estendendo la storia della salvezza
nei testi del Nuovo Testamento. Anche in questo caso vanno però distinte le Bibbie
cattoliche da quelle protestanti.
Mentre le Bibbie cattoliche riportano 46 testi per l’Antico Testamento,
seguendo la disposizione attestata nell’antica versione greca nota come Settanta
(realizzata tra i secoli III e I a.C.), le Bibbie protestanti raccolgono i soli 39 libri
della Bibbia ebraica. Invece, per quanto riguarda il Nuovo Testamento entrambe
riportano 27 scritti.
Nelle Bibbie cattoliche troviamo, quindi, 73 libri così disposti:
ANTICO TESTAMENTO (46 libri)
- Il Pentateuco (espressione di derivazione greca che significa “cinque rotoli”)
corrispondente alla Toràh della Bibbia ebraica, comprende quindi i seguenti libri:
GENESI – ESODO – LEVITICO – NUMERI – DEUTERONOMIO. - I Libri storici, corrispondenti ai Profeti anteriori della Bibbia ebraica, comprendono
quindi i seguenti libri:
GIOSUÈ – GIUDICI – 1,2 SAMUELE – 1,2 RE;
con l’aggiunta dei libri seguenti:
RUT, 1-2 CRONACHE, ESDRA, NEEMIA, TOBIA, GIUDITTA,
ESTER, 1-2 MACCABEI. - I Libri sapienziali, comprendono i seguenti libri:
GIOBBE, SALMI, PROVERBI, QOELET, CANTICO DEI CANTICI,
SAPIENZA, SIRACIDE. - I Libri profetici, corrispondenti ai Profeti posteriori della Bibbia ebraica,
comprendono i seguenti libri:
ISAIA – GEREMIA – EZECHIELE e i dodici profeti “minori”:
OSEA – GIOELE – AMOS – ABDIA – GIONA – MICHEA – NAHUM
ABACUC – SOFONIA – AGGEO – ZACCARIA – MALACHIA;
con l’aggiunta dei seguenti libri:
BARUC, LAMENTAZIONI e DANIELE.
NUOVO TESTAMENTO (27 libri):
- I Vangeli e gli Atti degli Apostoli;
- le 13 Lettere attribuite a Paolo e la Lettera agli Ebrei tradizionalmente unita al
cosiddetto corpus paulinum; - le 7 Lettere cattoliche, così chiamate perché indirizzate in origine a tutti i credenti;
- l’Apocalisse attribuita a Giovanni l’Apostolo (ma non è certa l’attribuzione)
I criteri della classificazione cristiana
Come è possibile distinguere un testo “canonico” da un testo “apocrifo” ?
Perché, ad esempio, la comunità cristiana ha accolto nel canone il Vangelo di Marco
e non il vangelo apocrifo di Tommaso? Quali criteri hanno presieduto a tale
selezione?
Prima di rispondere a tali interrogativi è opportuna una distinzione. In modo
molto sommario, possiamo dire che per l’Antico Testamento la Chiesa ha accolto i
testi presenti nella versione greca dei Settanta, escludendo quelli che in modo
evidente si opponevano ai principi del Giudaismo, risentendo troppo della mitologia
persiana o greca.
Per il Nuovo Testamento la scelta è stata più complessa. Tre sono stati i criteri
di fondo che hanno presieduto alla definizione del canone.
Il primo criterio è quello dell’apostolicità. Nell’accogliere un Vangelo, la
comunità cristiana delle origini ha voluto assicurare il legame stretto tra quella
testimonianza e gli apostoli. I Vangeli di Matteo e di Giovanni vengono accolti
perché ritenuti l’annuncio dei due apostoli omonimi; il Vangelo di Marco e Luca
perché patrocinati dai due apostoli di cui Marco e Luca erano discepoli: Pietro e
Paolo, rispettivamente.
Il secondo criterio è quello della fedeltà agli insegnamenti di Gesù. Le prime
generazioni cristiane erano molto gelose nel conservare e trasmettere gli
insegnamenti del Maestro. Chi “usciva dal seminato”, forzando l’attendibilità dei fatti
o accentuando i tratti prodigiosi, non veniva scartato, ma riceveva un peso minore.
Questo lo si comprende bene nel quadro storicamente complesso che fa da sfondo
alla stesura dei Vangeli: uno dei problemi a cui le giovani comunità dovevano far
fronte era infatti il sorgere di eresie e il diffondersi di deviazioni nell’interpretazione
del lieto annuncio di Gesù.
Il terzo criterio è un criterio liturgico. Furono i testi più citati, commentati,
usati nelle comunità cristiane dei primi secoli ad essere poi accolti come “testi sacri”.
Si tratta pertanto di pagine non solo ispirate dallo Spirito, ma anche impreziosite dalla
preghiera e dalla riflessione dei discepoli della prima ora.
Le lingue della Bibbia: ebraico, aramaico e greco
I testi originali della Bibbia rispecchiano tre orizzonti culturali molto diversi tra
loro: quello ebraico, quello aramaico e quello greco.
L’ebraico. La lingua ebraica appartiene con l’aramaico alla famiglia delle lingue
semitiche. La lingua degli antichi ebrei della Palestina (detta paleoebraica),
documentata dal secolo X a.C., fu soppiantata dall’aramaico intorno al VI secolo
a.C. pur rimanendo in uso come lingua sacra e colta.
In ebraico fu redatto l’Antico Testamento. L’alfabeto è composto di 22
consonanti: l’aggiunta dei suoni vocalici è lasciata al lettore. Solo tra il VII e il X
secolo d.C., per fissare la giusta pronuncia delle parole, alcuni saggi chiamati
masoreti completarono la scrittura aggiungendo le vocali sotto forma di trattini e
punti sopra e sotto le consonanti. Per tale motivo, ancora oggi, il testo ebraico della
Bibbia è chiamato anche “testo masoretico”.
L’aramaico. La lingua aramaica ha una storia indipendente rispetto a quella ebraica.
Già in uso nell’VIII secolo a.C. come lingua internazionale dell’impero assiro,
l’aramaico andò progressivamente soppiantando l’ebraico come lingua parlata.
In aramaico furono scritte piccole parti dell’Antico Testamento: alcuni capitoli
di DANIELE (dal cap.2 al cap.7), e alcuni capitoli di ESDRA (dal cap.4 al cap.6 e
buona parte del cap.7). Gesù parlava in aramaico e gli stessi Vangeli menzionano
alcune sue espressioni in questa lingua (come abbà, rabbi).
Il greco. La lingua greca è la grande protagonista del Nuovo Testamento. Il greco
neotestamentario si differenzia dal greco classico: è più vicino alla lingua parlata,
conosciuta come koinè (= comune), e contiene molte costruzioni di stampo semitico e
alcuni vocaboli attinti dalla versione greca dell’Antico Testamento.
Oltre ai libri del Nuovo Testamento, ci sono pervenuti in greco anche i libri
deuterocanonici. Alcuni, tuttavia, sembrano piuttosto la traduzione greca di un
originale ebraico (è il caso, ad esempio, del SIRACIDE).
La storia dell’Antico Testamento
L’Antico Testamento cattolico è suddiviso in quattro grandi sezioni:
- il Pentateuco che raccoglie i primi cinque libri della Scrittura;
- i libri storici che narrano le vicende comprese tra l’ingresso nella terra promessa e
l’epoca della purificazione del tempio all’epoca dei Maccabei; - i libri sapienziali, la cui complessa redazione affonda le radici agli inizi della storia
d’Israele e termine alle soglie del Nuovo Testamento; - i libri profetici che fissano le parole e le vicende dei profeti che hanno
accompagnato la storia d’Israele prima, durante e dopo l’esilio.
La storia del Nuovo Testamento
La novità che viene da Cristo – L’aggettivo “nuovo”, che qualifica la raccolta delle
Scritture cristiane complementari all’Antico Testamento, non intende evocare una
frattura con ciò che è “antico”, ma piuttosto esprimere la novità di Gesù Cristo, la
potenza viva del suo mistero di passione, morte e risurrezione, che dà pienezza e
compimento a quanto precede.
Il Nuovo Testamento si può suddividere in cinque sezioni:
- i quattro Vangeli e gli Atti degli Apostoli, che presentano il lieto annuncio di Gesù
Cristo e la sua prima diffusione; - l’epistolario paolino, che raccoglie tredici lettere indirizzate alle prime comunità
cristiane o ai collaboratori di fiducia di Paolo; - la lettera agli Ebrei, documento teologico che rilegge tutto il culto antico alla luce
di Cristo, unico ed eterno sacerdote della Nuova Alleanza; - le sette lettere cattoliche che, sotto il patrocinio di Giacomo, Pietro, Giovanni e
Giuda, si rivolgono a tutti i credenti in Cristo (da qui l’aggettivo cattoliche); - l’Apocalisse, una solenne rivelazione ricevuta dall’apostolo Giovanni.
I Vangeli
Quattro volti di un unico annuncio – La testimonianza scritta della buona notizia
propone un’esperienza viva di Cristo, ponendola a disposizione di una precisa
comunità. Per forza di cose essa è condizionata dai tratti di chi scrive, dagli
interrogativi dei destinatari, dal contesto, ecc. Il fatto che il Nuovo Testamento
presenti quattro Vangeli, e non uno solo, è il segno evidente di come il messaggio
della salvezza vada sempre incontro a una realtà concreta, incarnandosi nella storia
viva dell’uomo.
E’ questa una ricchezza da non sottovalutare. Ogni Vangelo ci permette in tal
modo, di cogliere la buona notizia di Gesù secondo una sfumatura diversa:
- Matteo mette in rilievo il forte legame del Maestro con l’Antico Testamento;
- Marco sottolinea il dono totale che Cristo fa di sé morendo sulla croce;
- Luca enfatizza le dimensioni universali della salvezza mettendo l’accento su un Dio
alla ricerca dell’uomo; - Giovanni immerge la sua comunità nelle profondità del Verbo fatto carne, unica
Via, Verità e Vita del mondo;
Lungi dal ripetere le stesse cose, i quattro Vangeli ci aiutano a cogliere fino in fondo
la ricchezza del disegno di Dio.
L’aquila, il bue, il leone e l’uomo – Nel III secolo, quasi a sigillare la ricchezza della
diversità, i Padri della Chiesa applicano a ogni evangelista l’immagine simbolica di
uno dei quattro esseri viventi citati in Ez 1,10: - per Matteo viene scelto l’uomo, forse per evocare la genealogia che apre il suo
Vangelo; - per Marco viene scelto il leone, associandolo allo stile aggressivo dell’evangelista
che apre il suo racconto con il “ruggito” del Battista; - Luca viene associato al bue, simbolo della mansuetudine del Cristo che sale a
Gerusalemme per esservi sacrificato; - Giovanni viene associato all’aquila, avendo fissato lo sguardo dei credenti nelle
profondità del mistero di Dio.

Conclusione
Ma la Bibbia può sbagliarsi?
Premessa – Per una giusta interpretazione della Bibbia, essendo stata ispirata dallo
Spirito Santo, occorre essere guidati dallo stesso Spirito Santo che dovrà, quindi,
essere invocato con una preghiera continua, per esserne illuminati.
Pagine che destano perplessità – La Bibbia non è un manuale di storia, né un libro di
scienza: non si dovrà quindi tener conto di inesattezze di carattere storico o
scientifico. Di fronte a pagine in cui sono descritti episodi di violenza, presentati
alcuni come precisi ordini di Dio o come conseguenza di un suo castigo, è bene tener
conto che la Sacra Scrittura è esente da errori nella sola verità salvifica da essa
comunicata e non in altri dati. In conclusione, nell’interpretare la Bibbia, si dovrà
tener conto di questi principi orientativi:
- La storia va letta non come pura sequenza di fatti, ma come storia salvifica, abitata
da Dio e da lui condotta. - Non si possono valutare i testi antichi partendo semplicemente dalla nostra
mentalità. - Il lettore deve avere la sapienza di distinguere ciò che è importante da ciò che è
marginale.
Generi letterari
Il messaggio della salvezza, di cui si fa portavoce la Bibbia, viene proposto ed
espresso nei testi attraverso diversi generi letterari, distinti in testi poetici e testi in
prosa:
Testi poetici : poemi d’amore, benedizioni, canti di ringraziamento, suppliche,
lamentazioni, inni di lode, ecc.
Testi in prosa : documenti di carattere storico (cronache, genealogie, Vangeli),
parabole, lettere, discorsi profetici, racconti, ecc.
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Curiosità per un approfondimento
👉🏻 https://it.wikipedia.org/wiki/Bibbia_di_Gutenberg
👉🏻 📝 https://www.maranatha.it/MobileEdition/T08-Bibbia74cover/ENTRA.htm
