An die ferne Geliebte (All’amata lontana), op. 98
Ciclo di sei lieder per voce e pianoforte
Musica: Ludwig van Beethoven (1770 – 1827)
Testo: Aloys Jeitteles
- Auf dem Hügel sitz’ ich spähend (Siedo sul colle, scrutando) – Ziemlich langsam und mit Ausdruck (mi bemolle maggiore)
- Wo die Berge so blau (Dove i monti così azzurri) – Ein wenig geschwinder (sol maggiore)
- Leichte Segler in den Höhen (Voi che veleggiate leggere nell’alto) – Allegro assai (la bemolle maggiore)
- Diese Wolken in den Höhen (Queste nubi nell’alto) – Nicht zu geschwinde (la bemolle maggiore)
- Es kehret der Maien (Torna Maggio) – Vivace (do maggiore)
- Nimm sie hin denn, diese Lieder (Accetta dunque questa canzone) – Andante con moto, cantabile (mi bemolle maggiore)
Organico: voce, pianoforte
Composizione: 1816
Edizione: Steiner, Vienna 1816
Dedica: Principe Lobkowitz
Il celebrato Liederkreis «An die ferne Geliebte» op. 98 (1816) è il più consapevole e ambizioso contributo beethoveniano alla letteratura liederistica. Come è noto, esso consta di sei canti su liriche di Alois Isidor Jeitteles, uno studente di medicina e poeta a tempo perso, i cui versi, pubblicati su vari almanacchi e riviste, eran piaciuti a Beethoven. I sei Lieder che esprimono altrettanti momenti di anelito, di rimpianto nostalgico, di vagheggiamento amoroso per una donna amata, la cui immagine è contemplata attraverso lo schermo della natura, sono concatenati tra loro in una vera e propria continuità del discorso musicale. In questo dato formale, oltre che in una maggiore complessità e partecipazione espressiva dell’apparato pianistico, si esaurisce tuttavia ogni novità del ciclo. Ciascuno dei sei episodi vocali consta della ripetizione, appena lievemente ritoccata ove lo richieda la diversità della scansione metrica dei versi, di una singola frase compresa per lo più nel sacramentale schema delle otto battute, l’unico elemento di varietà consistendo nel mutare delle formule d’accompagnamento pianistico e in alcune contrazioni ritmiche.
Non mancano momenti di grande fascino melodico, come la prima parte del sesto Lied «Nimm sic hin denn, diese Lieder», che precede l’eloquente chiusa col ritorno dell’idea iniziale, posta a ideale coronamento del Kreis; nel complesso, tuttavia, è diccile sottrarsi al senso di impacciata rigidezza, di compassata idealizzazione di una Sehnsucht amorosa ben altrimenti soderta dal Beethoven epistolografo. Ardente amatore, almeno a parole, era l’uomo, non certo il compositore: ecco un argomento sul quale avrebbero di che sbizzarrirsi le ricognizioni psicanalitiche applicate alla musica, oggi tanto di moda.
❤️ Buon XXV° anniversario alla mia Amata Immortale Claudia ❤️
