Esecuzione al pianoforte di András Schiff 🎹 👉🏻 🎶 https://youtu.be/WQXxJLsA92A?si=IM3L9k-v_I6MEkWK
Musica: Johann Sebastian Bach (1685 – 1750)
Composizione: Köthen
Edizione: Simrock di Bonn anno 1801
I due libri di Preludi e Fughe che portano il titolo di Clavicembalo ben temperato risalgono a due diversi periodi della vita e dell’attività di Bach: il I libro fu completato nel 1722 durante il periodo di Köthen, come precisa l’autografo conservato nella Deutsche Staatsbibliothek di Berlino, mentre il II libro venne compilato tra il 1740 e il 1744 quando il sommo musicista risiedeva ormai stabilmente a Lipsia. Questo secondo autografo, per lungo tempo considerato perduto, fu acquistato nel 1896 dal British Museum di Londra, ove si trova. Della raccolta completa esistono varie copie, alcune delle quali videro la luce già negli anni immediatamente successivi alla realizzazione dell’opera.
Soltanto il I libro apparve con il titolo di Clavicembalo ben temperato, laddove il II libro recava il titolo di Ventiquattro nuovi preludi e fughe. L’impianto dei due libri risulta peraltro all’apparenza perfettamente analogo, cosicché sono stati normalmente considerati come le due parti di una medesima opera. Ciascun libro comprende ventiquattro Preludi e ventiquattro Fughe: un Preludio ed una Fuga per ognuna delle diverse tonalità che si susseguono in ordine cromatico ascendente.
Il titolo di Clavicembalo ben temperato deriva dal proposito che Bach si prefiggeva di mostrare i vantaggi del “temperamento equabile”, cioè dell’accorgimento che sostituisce al sistema musicale pitagorico per quinte naturali, un sistema in cui l’ottava risulta divisa in dodici semitoni uguali. Tale criterio di temperamento, teorizzato nel 1691 dall’organista tedesco Andreas Werckmeister, aveva già conosciuto un’applicazione saltuaria da parte di alcuni musicisti, ma spettò a Bach il compito di sanzionarne la validità ai Yni di una più estesa e ricca pratica armonica.
Nel Clavicembalo ben temperato sono ripresi ed ampliati anche lavori scritti in epoca anteriore. Undici Preludi del I libro (cioè i nn. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 8, 9, 10, 11 e 12) già erano comparsi, seppure in forma meno elaborata, nel Klavierbüchlein scritto da Bach per il figlio Wilhelm Friedemann ed alcune pagine del II libro sono precedenti persino al I libro. Comunque, la globalità dell’opera risulta di una stupefacente organicità e di una meravigliosa varietà, unendo all’eccezionale significato didattico quell’altissimo valore poetico che ne fa uno dei più elevati capolavori dell’intera letteratura musicale.
Ognuno dei pezzi ha un suo carattere preciso che lo diderenzia da tutti gli altri. I Preludi sono svolti in molteplici forme e costituiscono il momento, per così dire statico, della struttura compositiva: inoltre i Preludi mostrano maggiore varietà di atteggiamenti, si rifanno allo stile arcaico della Toccata oppure anticipano lo stile galante, risentono di certe composizioni organistiche oppure si rifanno alle danze dell’antica Suite. Le Fughe, per contro, rappresentano l’elemento dinamico della struttura compositiva e stanno a signiYcare l’esito della strabiliante inventiva di Bach su uno stesso soggetto, passando dalle Ygure più semplici a quelle più complesse. In particolare, le Fughe non rispettano lo schema scolastico, secondo il quale il soggetto e la risposta (che è la riproduzione alla dominante del soggetto, identica nel caso della fuga reale, diversa in alcuni intervalli nel caso della fuga tonale) danno luogo, accompagnati da uno o più controsoggetti, ad uno sviluppo in cui si susseguono la esposizione e l’eventuale controesposizione nella tonalità fondamentale, un primo divertimento, una riesposizione nella tonalità relativa alla fondamentale, un secondo divertimento, una seconda riesposizione nella tonalità, sottodominante, un terzo divertimento, una terza riesposizione nella tonalità relativa alla sottodominante, un quarto divertimento con pedale e corona sulla dominante, gli stretti e la chiusa nella tonalità fondamentale.
Le Fughe sono trattate invece da Bach con aspetti ogni volta nuovi e aderentissimi alla natura del materiale tematico utilizzato. Figurano nel I libro una fuga a due voci, undici fughe a tre voci, dieci fughe a quattro voci, due fughe a cinque voci; nel II libro vi sono quindici fughe a tre voci e nove fughe a quattro voci. Come osserva con perspicacia Alberto Basso, Bach «espertissimo nell’arte della fuga, che in gioventù aveva coltivato soprattutto nelle Cantate e nelle opere per organo, con le fughe del Clavicembalo ben temperato si accinse a dare una metodica e scientifica sistemazione ad una materia in ebollizione, confermando quanto provocatoria potesse essere la manifestazione delle leggi di attrazione esercitata dalla progressiva adermazione del tonalismo. Lo stylus antiquus, il contrappunto inteso nella più rigorosa delle sue espressioni, quello dell’imitazione canonica, trovava ora una nuova ambientazione: con il consolidamento della scala temperata la fuga si erigeva a sistema architettonico rigido, ma non immobile, vincolato ad un certo formalismo che poteva interessare ogni aspetto della composizione, non ultima la natura del tematismo. Fu anzi dalla particolare necessità di rendere chiaramente percepibile il tema che si sviluppò la coscienza tematica: di cui l’istanza di fare del tema stesso non un mezzo per avviare la composizione, ma un elemento per renderla inconfondibile e originale» (cfr. Frau Musika, voi. I, Torino 1979).
Rispetto alle caratteristiche essenziali del I libro i Preludi e le Fughe del II libro, perfettamente analoghi nell’impianto, presentano in sede sostanziale, nei confronti della precedente raccolta, alcune diderenze, la principale delle quali risiede nella maggiore ampiezza dei Preludi del II libro, evidenziata inoltre dal frequente impiego della forma bipartita (nn. 2, 5, 8, 9, 10, 12, 15, 18, 20 e 21), per lo più con una seconda parte più ampia. Tale attenzione prestata alla struttura bipartita verosimilmente discende dalla consuetudine con le forme di danza. Anche nelle Fughe dei II libro, oltre all’adozione dello stile arcaico (nn. 7 e 9) e all’assenza di schemi a cinque voci, si veriYca l’evidente injusso di ritmi di danza (nn. 1, 4, 11, 13, 15, 17, 21 e 24). Meno marcato è inYne il rapporto di unità metrica fra Preludio e Fuga, che nel I libro si veriYca in nove casi mentre nel II soltanto in cinque (nn. 2, 3, 8, 12, 20). Da queste e da altre osservazioni discende la considerazione che il II libro di Preludi e Fughe è stato realizzato in un contesto artistico e pratico ben diverso da quello esistente a Köthen, ove era preminente per l’autore la necessità dell’impegno etico di curare la graduale preparazione professionale dei primi figli di Bach. A Lipsia, come ancora ha scritto Alberto Basso, «nella borghese ed accademica civitas lipsiense, il Clavicembalo ben temperato si colloca al centro di un processo compositivo in cui emergono come protagonisti gli strumenti a tastiera, cembalo ed organo, con una progressione stupefacente di invenzioni e deduzioni che, risalendo dalle collaudate esperienze della suite e del concerto, conquistano gli spazi profondi della speculazione, della musica arti?cialis, dell’ars combinatoria, senza perdere di vista le occasioni e le motivazioni iniziali che sono quelle dell’exercitium, dell’experimentum, della ratio ordinis» (cfr. Frau Musika, voi. II, Torino 1983).
Per facilitare l’ascolto dei quarantotto Preludi e Fughe del I e del II libro del Clavicembalo ben temperato sembra opportuno fornire qualche indicazione musicale, pezzo per pezzo. Naturalmente ci siamo premurati di omettere le indicazioni dinamiche ed espressive d’esplicito carattere soggettivistico apposte da un interprete come Ferruccio
Busoni nella sua edizione critica del Clavicembalo ben temperato. Il testo autentico è contenuto nel XIV volume dell’edizione della Bachgesellschaft, pubblicato nel 1866 a cura di Franz Kroll.
LIBRO I
I. Preludio e Fuga in do maggiore
Il Preludio è formato da 36 battute caratterizzate da un disegno unico: un breve arpeggio con la ripetizione delle ultime tre note. Il giro armonico, assai semplice, è arricchito da ritardi. Più che di una vera e propria linea melodica, si può parlare di una melodia di accordi, cui si addice una sonorità molto dolce.
La Fuga di 26 battute è una fuga reale a quattro voci. La forma non corrisponde adatto a quella della fuga scolastica ma presenta un susseguirsi di stretti, senza riesposizioni nelle varie tonalità e senza divertimenti. Le entrate in stretto sono trattate in maniera variatissima. Il carattere del pezzo è di una severa grandiosità.
II. Preludio e Fuga in do minore
Il Preludio è di 38 battute. Sul finire del pezzo intervengono, con carattere di cadenza e di recitativo, passaggi in Presto, in Adagio e in Allegro, didascalie segnate da Bach stesso. Prima di questi passaggi, il Preludio si svolge attraverso un disegno a moto perpetuo dall’incedere caldo ed irruento.
La Fuga, di 31 battute, è una fuga tonale a tre voci. Il movimento è indicato in genere dai revisori come Allegretto, con l’aggiunta a volte di aggettivi quale giocoso e vivace. La forma presenta quasi esclusivamente entrate di soggetti e riesposta nella tonalità fondamentale, intervallate da divertimenti; mancano gli stretti; il controsoggetto accompagna sempre, in maniera più o meno rigorosa, le entrate del soggetto e della risposta successiva a quella iniziale; la fuga si chiude con l’intero soggetto. Il discorso musicale è condotto con limpida grazia e gaiezza su un ritmo di danza.
III. Preludio e Fuga in do diesis maggiore
Il Preludio è di 104 battute. Velocità e leggerezza son in edetti i due caratteri peculiari del pezzo, svolto a due voci che si rimandano l’una con l’altra due elementi tematici.
La Fuga, di 55 battute, è una fuga tonale a tre voci. Circa la forma, è da notare che, dopo l’esposizione, le entrate dei soggetti e delle risposte si diradano sino a scomparire in un lungo divertimento centrale, per poi ritornare leggere e trasparenti; i divertimenti sono trattati in forma di progressione discendente; il controsoggetto presenta a volte delle varianti. Brano di gioviale e delicata freschezza, la Fuga è ricca di sfumature e di finezze armoniche.
IV. Preludio e Fuga in do diesis minore
Il Preludio è di 39 battute. La forma è bipartita e tutto il brano, di intima e dolente dolcezza, ha una condotta ampiamente polifonica che si sviluppa dal nucleo della prima battuta.
La Fuga, di 115 battute, è una fuga reale a cinque voci. Composizione vasta e densa, ha alla base dalla sua imponente costruzione un tema di sole quattro note, che riesce a creare di colpo, come osserva Casella, un’atmosfera intensa e ricca di “premesse”. È divisa in tre sezioni: prima sezione, con esposizione e contrapposizione incompleta, sezione di sviluppo, sezione di riepilogo e conclusione, con coda e chiusa in maggiore. Gli elementi tematici sono il soggetto e tre controsoggetti, l’ultimo dei quali acquista l’importanza di un secondo soggetto.
V. Preludio e Fuga in re maggiore
Il Preludio è di 35 battute. L’apparente scrittura a due voci, in cui un’agile linea melodica si snoda su un basso quasi pizzicato, cela in realtà tre o, secondo Riemann, quattro voci. Il pezzo richiede una esecuzione leggerissima, sfociando in sonorità piene nelle due battute finali.
La Fuga, di 27 battute, è una fuga reale a quattro voci. La forma è assai semplice; sui due elementi melodici costituenti il soggetto, dei quali è particolarmente caratteristico il primo formato da due quartine di biscrome, si basano l’esposizione, un primo divertimento, uno sviluppo, un secondo divertimento e la conclusione; non ci sono né controsoggetti, né controesposizione, né stretti, né pedali. La Fuga risulta peraltro di una barocca maestosità.
VI. Preludio e Fuga in re minore
Il Preludio è di 26 battute. Il pezzo presenta, sostenuto dai bassi, un disegno continuo in staccato, di intonazione fantastica.
La Fuga, di 44 battute, è una fuga reale a tre voci. La forma è tripartita, con esposizione, sviluppo e coda; frequente è l’impiego del soggetto rivoltato e del controsoggetto. Il carattere è austero e meditativo.
VII. Preludio e Fuga in mi bemolle maggiore
Il Preludio, di 70 battute, è uno dei più elaborati. È in forma tripartita. Le due prime sezioni fanno da introduzione alla terza, che è una fuga a quattro voci avente per soggetto il tema del Poco andante e per controsoggetto il tema dell’Allegro deciso. La forma ed il carattere del pezzo lo avvicinano alla grandiosità delle maggiori toccate organistiche bachiane.
La Fuga, di 37 battute, è una fuga tonale a tre voci di modeste proporzioni. Il movimento ha una coda che è sviluppata in tutti i divertimenti; il controsoggetto è presente in otto su nove entrate del soggetto e della risposta. La Fuga ha un carattere garbato e scherzoso.
VIII. Preludio e Fuga in mi bemolle minore
Il Preludio è di 40 battute. «A questo Preludio» scrive Casella «ben si addice – e si adopera qui l’aggettivo con la piena consapevolezza del suo valore – la parola sublime. Sembra che Bach abbia una volta ancora scoperto tutta la tragicità di una inconsueta, cupa tonalità, che così meravigliosamente si prestava in questo caso per l’atmosfera mistica e religiosa di questo capolavoro, di una purezza lineare veramente ellenica».
La Fuga, di 87 battute, è una fuga tonale a tre voci. Nell’autografo è scritta in re diesis minore. In questa pagina profondamente espressiva e nello stesso tempo assai complessa per i molteplici artifici contrappuntistici usati, la forma presenta tre sezioni: esposizione con controesposizione, sviluppo, coda. Lo sviluppo comprende uno stretto per moto retto, l’inversione del tema esposta successivamente nelle tre voci, uno stretto del tema invertito, uno strettissimo del tema in moto retto e poi del tema invertito. La coda comprende una esposizione del tema aggravato posto successivamente nelle tre voci e contemporaneamente al tema per moto retto e al tema invertito.
IX. Preludio e Fuga in mi maggiore
Il Preludio è di 24 battute. Brano sereno e idillico, dolce nella sonorità e lineare nel fraseggio, si apparenta per la sua forma alle Invenzioni a tre voci.
La Fuga, di 29 battute, è una fuga reale a tre voci. La forma è in tre sezioni: esposizione con controesposizione, sviluppo, coda. Il controsoggetto accompagna tutte le entrate della prima sezione, è assente nelle entrate della sezione centrale, riappare con le entrate della terza sezione.
X. Preludio e Fuga in mi minore
Il Preludio è di 41 battute. La forma del Preludio è caratterizzata dal passaggio da un movimento grave e patetico ad uno rapido a gaio. Il disegno che nella prima parte serve da accompagnamento alla melodia, recitante ed espressiva, diventa l’elemento essenziale della seconda parte.
La Fuga, di 42 battute, è una fuga reale, l’unica a due yoci di tutta l’opera. La forma è in tre parti, di cui la seconda è esattamente l’inversione, in un perfetto esempio di contrappunto doppio, della prima. Il carattere, secondo Casella, è quello di un vero e proprio studio di bravura.
XI. Preludio e Fuga in fa maggiore
Il Preludio è di 18 battute in tempo 12/8. Tutto il brano, tranne due battute, è a due voci e ricorda, nel gioco imitativo, il tipo delle Invenzioni. Frequente è l’uso dei trilli. Il carattere è fresco e spigliato.
La Fuga, di 72 battute, è una fuga tonale a tre voci. Il controsoggetto nasce del soggetto e ne è una logica continuazione. La forma è tripartita: nella prima sezione Ygurano esposizione, controesposizione e uno stretto; la seconda sezione comprende due periodi ugualmente lunghi con stretti che vanno prima dalla voce superiore all’inferiore, poi in senso inverso; un elemento essenziale della terza sezione è dato dall’inversione della seconda battuta del soggetto.
XII. Preludio e Fuga in fa minore
Il Preludio è di 22 battute. Su un tessuto armonico grave ed austero si svolge una intensa melodia formata dal collegamento di due voci. Ricco è l’intreccio polifonico.
La Fuga di 58 battute, è una fuga tonale a quattro voci. Gli elementi tematici sono il soggetto, dolorosamente cromatico, e due controsoggetti. Nell’esposizione compaiono tre volte il soggetto e una volta la risposta: successivamente si hanno sei entrate di soggetti e risposte e sei divertimenti, tutti basati su Ygurazioni del primo controsoggetto.
XIII. Preludio e Fuga in fa diesis maggiore
Il Preludio è di 30 battute. Un delicato ed adettuoso dialogo fra due voci si svolge in tre sezioni: nella prima sezione la voce superiore propone i disegni ed il basso li limita, nella seconda avviene il contrario, la terza sezione conclude il dialogo.
La Fuga, di 35 battute, è una fuga tonale a tre voci. La forma presenta una singolare caratteristica nell’introduzione alla settima battuta di un elemento estraneo, sia pure aqne al controsoggetto, che acquista importanza nello sviluppo, dando vita ai divertimenti. Il carattere è sereno come nel Preludio, tanto che Busoni paragona questi Preludio e Fuga ad una pittura di Watteau posta fra due stampe di Dürer.
XIV. Preludio e Fuga in fa diesis minore
Il Preludio è di 24 battute. Un discorso deciso e vigoroso è aqdato a due voci in fugato.
La Fuga, di 40 battute, è una fuga reale a quattro voci. All’intimo raccoglimento del pezzo corrisponde una forma in cui tutto procede strettamente dal soggetto ed in particolare dalle sue tre note iniziali. Queste creano, per diminuzione ed inversione, il resto del soggetto e, per inversione con ritmo diverso e note ripetute, il controsoggetto. Nell’esposizione compaiono tre volte il soggetto ed una volta la risposta.
XV. Preludio e Fuga in sol maggiore
Il Preludio è di 19 battute in 24/16. Si tratta in sostanza di uno studio, con aspetto quasi di giga e di saltarello, basato su accordi di tre suoni arpeggiati in modo da formare un continuo disegno di terzine.
La Fuga, di 86 battute, è una fuga reale a tre voci. La forma presenta esposizione e controesposizione, sei divertimenti, tre stretti, una coda.
XVI. Preludio e Fuga in sol minore
Il Preludio è di 19 battute. Il pezzo è ricco di disegni nascenti da un comune nucleo originario e presenta trilli e Yoriture.
La Fuga, di 34 battute, è una fuga tonale a quattro voci. La forma è vicina al modello scolastico. Soggetto e controsoggetto sono fatti degli stessi elementi, ma il discorso è tuttavia assai vario, soprattutto per la geniale maniera in cui sono svolti i divertimenti.
XVII. Preludio e Fuga in la bemolle maggiore
Il Preludio è di 44 battute. La forma comprende due parti simmetriche fra loro, di cui la seconda è l’inversione contrappuntistica con qualche variante della prima, ed una coda che riassume gli elementi tematici. Di andamento energico e pomposo, ha il carattere di un primo tempo di concerto grosso e presenta qualche somiglianza con lo stile händeliano.
La Fuga, di 35 battute, è una fuga tonale a quattro voci. Da un soggetto di una battuta, largo ed amabile, si sviluppa armoniosamente tutto il discorso.
XVIII. Preludio e Fuga in sol diesis minore
Il Preludio è di 29 battute. Busoni fa notare che il trattamento a tre voci, con l’elaborazione del soggetto anche invertito in ogni voce, assimila questo pezzo al genere delle Invenzioni. Il carattere è semplice ed adettuoso.
La Fuga, di 41 battute, è una fuga tonale a quattro voci. Al soggetto modulante alla dominante segue eccezionalmente una risposta modulante dalla tonalità di sottodominante a quella di tonica. Metà della fuga è occupata dall’esposizione e dalla controesposizione; compaiono cinque divertimenti e nessuno stretto.
XIX. Preludio e Fuga in la maggiore
Il Preludio è di 24 battute. Busoni, analizzando il pezzo, vi ha riconosciuto la forma di una fughetta a tre voci e tre soggetti. I tre temi, che si sviluppano in contrappunto triplo, sono uno jessuoso, uno a ritmo rigido, uno sincopato. Il carattere è di serena freschezza, l’andamento scorrevole.
La Fuga, di 54 battute, è una fuga tonale a tre voci. La forma è tutta imperniata sul tema, che appare ininterrottamente, intero o frazionato; un primo controsoggetto si uniYca con il tema; un secondo controsoggetto, di linea arabescata, interviene alla 23a battuta.
XX. Preludio e Fuga in la minore
Il Preludio è di 28 battute. La costruzione del pezzo si basa su due temi, con imitazioni e trasposizioni di parti.
La Fuga, di 87 battute, è una fuga reale a quattro voci assai sviluppata formalmente ed elaborata contrappuntisticamente. La forma può essere sommariamente divisa nelle seguenti parti: esposizione, inversione del tema, stretto a canone del tema, stretto a canone del tema invertito, strettissimo del tema in modo retto ed invertito, cadenza e coda con stretto fra basso e tenore in moto contrario e poi fra soprano e contralto in moto retto.
XXI. Preludio e Fuga in si bemolle maggiore
Il Preludio è di 20 battute. La composizione, splendente e virtuosistica, ha un andamento improvvisatorio. La forma è divisa in due sezioni che si susseguono con assoluta naturalezza: una prima sezione rapida e scorrevole, una seconda caratterizzata dall’alternarsi di passaggi veloci e di passaggi gravi, quasi declamati. La tecnica richiama alla mente quella degli strumenti ad arco, con qualche ripieno d’organo nella seconda parte.
La Fuga, di 48 battute, è una fuga tonale a tre voci. La forma è piuttosto semplice, quasi di fughetta: due controsoggetti compaiono costantemente con le entrate del soggetto e della risposta: i divertimenti sono due, simili tra loro, in progressione. Il carattere è arguto e brioso.
XXII. Preludio e Fuga in si bemolle minore
Il Preludio è di 24 battute. La linea melodica è data dalla ripetizione in progressione ascendente di un breve motivo, formato da due frammenti. Dal primo di questi frammenti si sviluppano alcuni episodi, mentre il secondo non appare se non con il primo. Pagina profondamente dolorosa nel carattere e limpidamente pura nella forma, ha un ritmo quasi di marcia funebre; l’uso di due voci in terze parallele nella melodia e le accentuazioni dissonanti dell’armonia aumentano la potenza espressiva del discorso musicale.
La Fuga, di 75 battute, è una fuga tonale a cinque voci. Tutta la fuga, in cui il controsoggetto è strettamente unito al soggetto, si svolge in un crescendo che culmina nella grandiosità dello stretto Ynale. Per Casella, il pezzo ha il carattere di «una fuga mistica, attraversata però in vari punti da accenti puramente umani».
XXIII. Preludio e Fuga in si maggiore
Il Preludio è di 19 battute. Il pezzo, diviso in tre sezioni ben proporzionate con modulazioni alle tonalità di fa diesis maggiore e di sol diesis minore, è considerato da Busoni uno studio di tocco e di Stimmung. Il carattere è dolce, sereno e delicato.
La Fuga, da 34 battute, è una fuga tonale a quattro voci. Il soggetto è aqne a quello del Preludio, il controsoggetto accompagna le entrate dell’esposizione, ma non quello dello sviluppo, riapparendo solo con l’ultima entrata; frammenti del controsoggetto si riscontrano però nel divertimento. La composizione ha un andamento ampio e misurato.
XXIV. Preludio e Fuga in si minore
Il Preludio è di 47 battute. Il movimento è indicato come Andante da Bach stesso. La forma presenta due sezioni, ciascuna con ritornello. Due voci in contrappunto doppio svolgono il loro discorso su un basso continuo nel quale ogni tanto è accennato il tema principale diminuito. Una intonazione religiosa caratterizza il pezzo.
La Fuga, di 76 battute, è una fuga tonale a quattro voci. Il movimento è indicato come Largo da Bach stesso. Ad un tema cromatico assai espressivo corrisponde un controsoggetto di pari intensità, mentre nuovi motivi compaiono nei divertimenti. Il discorso contrappuntistico si sviluppa ricco e vario, dando luogo ad una singolare magniYcenza di combinazioni armoniche. Il carattere è anche qui profondamente mistico.
