Marcia Funebre sulla morte d’un Eroe

Musica: Ludwig van Beethoven (1770 – 1827)

1. Tema con variazioni. Andante
2. Scherzo. Allegro molto (fa minore)
3. Marcia funebre sulla morte d’un eroe (la bemolle minore) 

4. Allegro

Organico: pianoforte solo

Composizione: 1800 – 1801 

Edizione: Cappi, Vienna 1802 

Dedica: Principe Lichnowski

🎹 👉🏻 https://youtu.be/fCoa7ncGZ6s?si=zXZaKdKN6KpHQKj3 Esecuzione affidata a Daniel Barenboim

È negli ultimi sei anni del XVIII secolo – 1794-1800 – che Ludwig van Beethoven scrive in rapida successione le prime tredici Sonate del suo catalogo pianistico; una produzione che attribuisce al genere della Sonata – destinato all’epoca prevalentemente alla pubblicazione per un’utenza di “dilettanti” – una complessità di struttura e una altezza di contenuti ideali Uno allora ignote. Il pianoforte è per Beethoven – giunto a Vienna per imporsi come pianista militante, con uno stile fortemente eccentrico – il mezzo ideale per sperimentare il proprio linguaggio, il proprio pensiero; la Sonata è la forma ideale per questa sperimentazione. In questa prospettiva, la Sonata op.26, terminata nel 1801 e pubblicata da Cappi nel marzo 1802, inaugura una nuova fase creativa, che comprende una splendida fioritura di sette Sonate nel ristretto volgere di appena due anni. In questi lavori l’attenzione dell’autore è rivolta soprattutto alla forma complessiva della Sonata, che viene di volta in volta appositamente definita, in modo da precisare ancor più l’individualità di ogni brano e di evitare un eccessivo sbilanciamento dell’equilibrio verso il tempo iniziale (come era stato, ad esempio, nella Sonata op.13 “Patetica”). È quanto avviene appunto per l’op. 26, che si avvale di un impianto in quattro movimenti, ma rivoluziona i rapporti fra i movimenti stessi, stabilendo come fulcro il tempo lento, una Marcia Funebre che contrasta con il contenuto quasi disimpegnato degli altri movimenti. Nessun tempo adotta inoltre la forma sonata e la successione (Tema con variazioni, Scherzo, Marcia funebre, Rondò) è eccentrica rispetto agli schemi dell’eredità classica.

La melodia che apre il Tema con variazioni viene variata cinque volte; la prima variazione vede l’inserimento di un arpeggio, la seconda la scomposizione del tema, staccato e martellato in contrattempo; la terza, in minore, si basa su un lungo sincopato: la quarta torna al maggiore; ridotta all’essenziale la melodia viene esposta in ritardi armonici dalla destra, sugli staccati della sinistra; nella quinta Variazione il tema viene ripresentato testualmente ma con l’aggiunta di una voce fiorita, superiore o interna; la conclusione è dimessa. Lo Scherzo è animato da uno slancio entusiastico, non turbato dalla sezione del Trio. La Marcia funebre sulla morte d’un Eroe è, come si è detto, il fulcro dell’intera Sonata; il tipico ritmo incalzante della Marcia Funebre viene sottratto alla ufficialità celebrativa, e proiettato verso emozioni più alte, con una solennità che è dovuta alla inconsueta tonalità di la bemolle minore, al colore corrusco del registro medio-grave della tastiera (con le solide ottave della mano sinistra che mettono in vibrazione tutti gli armonici), alle peregrinazioni tonali che sottraggono ovvietà al fruire del discorso; la breve sezione centrale alterna frementi tremoli a icastici martellati. Il Finale è un breve Rondò, segnato da un carattere leggero e toccatistico.

Lascia un commento