Sinfonia n. 84 in mi bemolle maggiore “In nomine Domini” Hob:I:84
Movimenti e Tonalità:
- Largo (mi bemolle maggiore); Allegro
- Andante (si bemolle maggiore)
- Minuetto (mi bemolle maggiore) e Trio
- Finale: Vivace (mi bemolle maggiore)
Organico: flauto, 2 oboi, 2 fagotti, 2 corni ed archi
Composizione: Eisenstadt, 1786
Edizione: Artaria, Vienna, 1787
🎧 👉🏻 https://youtu.be/hZhNW1I_gg8?si=RDqrQ6qeqW7yT0_T (Orchestre de Paris Direttore Paavo Järvi)
Negli anni immediatamente precedenti la Rivoluzione francese, ad Haydn pervennero da Parigi diverse commissioni. Le sei Sinfonie nn. 82-87 (periodo 1785-86), dette “parigine”, furono scritte su richiesta della società orchestrale “Le Concert de la Loge Olympique” con sede nella capitale francese. Le Sinfonie nn. 90-92 (periodo 1787-89) furono commissionate dal conte d’Ogny e dal principe Oettingen-Wallerstein, mentre le nn. 88 e 89 (1787) vennero composte per il violinista Johann Tost. La destinazione francese delle opere poneva il magistero sinfonico haydniano di fronte a due ineludibili diritti-doveri. Il primo era il fatto di avere a disposizione le orchestre locali, dotate di un organico più ampio di quello offerto dall’orchestra di corte degli Esterhàzy; il secondo era la possibilità di adottare un tono più solenne e ricco di chiaroscuri, più consono ai gusti degli ascoltatori francesi. Ma, al di là di questi particolari, le Sinfonie “parigine” sono uno dei frutti più rappresentativi della produzione haydniana e, non a caso, sono state recentemente il veicolo di un accresciuto interesse per il compositore viennese.
Composta nel 1786, penultima delle “parigine” a esser messa su carta, la Sinfonia n. 84 ha in organico un flauto, 2 oboi, 2 fagotti, 2 corni ed archi.
Nel primo movimento, come in altre Sinfonie “francesi”, l’opera si apre con un’introduzione lenta, che qui ha un carattere sereno e serioso. I due temi dell’Allegro successivo sono derivati da un’unica idea musicale. In tempo 6/8 e nella tonalità di Si bemolle maggiore il secondo movimento è un Andante in forma di tema con variazioni. Protagonisti principali del tessuto sonoro sono gli archi, che enfatizzano il tono drammatico quando la tonalità passa al minore. L’indugio su una cadenza evitata e l’attesa conclusione orchestrale segnala però una netta cesura. Nell’ultima variazione gli strumenti a fiato sono posti in risalto, sostenuti da un leggero accompagnamento in pizzicato degli archi, segue una breve ripresa del tema iniziale.
Vigorose anacrusi e l’attacco sul registro medio-grave degli archi connotano il tema del Menuet suddiviso in Allegretto-Trio-Allegretto. Haydn, al contrario delle altre Sinfonie “parigine”, rinuncia qui a raddoppiare l’estensione del Trio per poter arrivare più “speditamente” al quarto movimento, Finale; qui il tema principale è particolarmente brioso e caratterizzato da ritmi puntati e pause. Il rapido susseguirsi dei brillanti episodi centrali farebbe pensare a un finale festoso, mentre la ripresa, con cui termina questa Sinfonia, ha un carattere disteso che allenta ogni tensione.
