Sinfonia n. 26 in re minore “Lamentatione” Hob:I:26

Movimenti:

  1. Allegro assai con spirito (tonalità portante in re minore)
  2. Adagio (tonalità portante in fa maggiore)
  3. Minuetto (tonalità portante re minore) e Trio (tonalità portante in re maggiore)

Organico: 2 oboi, fagotto, 2 corni, clavicembalo ed archi
Composizione: Eisenstadt, ca. 1768
Edizione: Breitkopf & Härtel, Lipsia, 1907-1933 in “Mandyczewski: J. Haydn Werke”

La personalità di Haydn giganteggia in tutti i settori della musica e a lui va il merito di aver condotto la composizione strumentale, con la densità delle sue strutture dialettiche e con lo sviluppo della forma-sonata, fuori dalle ingenuità dello stile galante. Egli è stato il pioniere del quartetto d’archi e della sinfonia, il rinnovatore dell’oratorio di stile haendeliano, il compositore versatile di opere serie e comiche secondo il gusto italiano, il creatore di una forma pianistica che consegnò al titanismo beethoveniano.

Amico di Mozart e insegnante di Beethoven, l’influenza esercitata da Haydn su entrambi fu enorme, specialmente nel campo della sinfonia e del quartetto d’archi, sebbene la maturità di Haydn beneficiasse largamente della musica del più giovane Mozart, soprattutto nei lavori scritti dopo il 1790. L’attività musicale di Haydn è vasta e complessa e passa dalle galanterie giocose e brillanti dei suoi divertimenti allo splendore preromantico dei pezzi orchestrali e dei grandi e fastosi oratori, che contribuiscono alla definizione dell’opera lirica agli inizi dell’Ottocento.

Secondo i dati più recenti la sua intensa e solida produzione comprende 108 sinfonie, 16 ouvertures, 47 divertimenti per orchestra e per complessi strumentali vari, 83 quartetti per archi, 32 concerti per diversi strumenti solisti e orchestra, 52 sonate per pianoforte, 8 sonate per violino e violoncello, 126 trii per baryton (un vecchio tipo di viola da gamba), 14 messe, vari pezzi sacri, cantate, arie e Lieder, 18 opere teatrali, 5 opere per marionette, 3 oratori (Il ritorno di TobiaLa creazione e Le stagioni). Oltre alla quantità, nella musica di Haydn conta la qualità che punta sulla organizzazione razionale del mezzo espressivo, allargando le basi dello “sviluppo” sonoro, inteso come mutazione ora melodica, ora ritmica, ora armonica, così da intensificare l’uso delle progressioni e modulazioni, quali elementi di un serrato procedimento dialettico.

Per quanto riguarda le sinfonie si sa che Haydn ampliò e sviluppò progressivamente questa forma musicale, riuscendo a fondere insieme gli elementi vecchi e quelli nuovi, passando, dopo le prime esperienze, dai tre ai quattro movimenti. Fu comunque nel movimento finale che il compositore rivelò il suo temperamento innovatore. Infatti la sinfonia classica racchiude nei primi due movimenti le sue caratteristiche espressive, mentre il minuetto serve ad allentare la tensione, ma non può equilibrare l’effetto provocato nei due tempi precedenti. Allora il musicista pensò di aggiungere un Allegro o un Presto in forma di rondò molto conciso e spigliato, ricco di espedienti stravaganti e di sorprese maliziose, tali da soddisfare le attese dell’ascoltatore, mirante ad una visione organica del gioco strumentale. Si può dire che le Sinfonie composte tra gli anni 1770 e 1780 rivelino un compositore dalla fervida immaginazione e dalla tecnica matura, come è il caso, ad esempio, delle Sinfonie n. 44, 45, 47, 49, 56, che precedono il gruppo delle sinfonie più popolari e stilisticamente più perfette, da quelle di Parigi a quelle di Londra. Nei casi citati i temi sono delineati più ampiamente e i movimenti veloci iniziano spesso con una audace esposizione all’unisono seguita subito da una idea contrastante. Le sezioni di sviluppo diventano più vivaci e propulsive, come anche acquistano un tono più sostenuto i passaggi dal forte al piano, gli sforzati e i crescendo, in un contesto armonico e contrappuntistico molto elaborato nella sua varietà.

La singolarità della Sinfonia n. 26, che è in tre tempi e termina in maniera inusuale con un Minuetto, è la scelta della tonalità minore, per la prima volta , usata da Haydn nella sua estesa produzione sinfonica. Verranno poi altre sinfonie in minore, come le numero 34, 39, 44, 45, 49 e 52, in cui si avverte, come nella numero 26, una ricerca timbrica o dinamica più interiormente ricca di contrasti psicologici, in linea con quel movimento pre-romantico sorto intorno al 1770 e denominato “Sturm und Drang” (tempesta e assalto), dal titolo di un dramma di Friedrich Klinger (1752-1831). In tal senso la Sinfonia n. 26, composta probabilmente tra il 1768 e il 1769, è piuttosto anticonformista perché si distacca dalla scrittura strumentale del tempo con trombe e timpani in evidenza, con sonorità, cioè, più adatte ad esaltare un modo di sentire festosamente sereno e ottimistico. Il che non significa che Haydn debba essere considerato un precursore del Romanticismo, in quanto la sua arte, specie quella sinfonica e cameristica, è ben radicata nel classicismo in musica, alla cui base c’è la concezione della forma-sonata, concepita come centro e unità di sviluppo del pensiero umano. Resta il fatto che questa tendenza ad esplorare nuovi orizzonti espressivi è un altro punto a favore del grande compositore austriaco, che esercitò una positiva influenza su Mozart e Beethoven e fu lodato con parole lusinghiere dallo stesso Goethe per la freschezza e la spontaneità del suo temperamento creativo.

La Sinfonia n. 26 reca la scritta “Lamentatione” come sottotitolo perché si ispira nei primi due movimenti alla Passione di Cristo e al lamento di Geremia (cfr. https://it.wikipedia.org/wiki/Lamentazioni_di_Geremia), impiegando melodie tratte da una raccolta di musica religiosa esistente negli archivi dei principi Esterhàzy, munifici protettori del compositore. Sembra che si tratti di un corale di una Passione secondo San Marco del XIII secolo, riadattato con poche modifiche da Haydn. Il tema del corale è presente nell’Allegro assai con spirito e si fonde, tra accordi insistentemente sincopati, con un altro tema più disteso e tranquillo. Successivamente, introdotta dall’oboe e dai secondi violini, si ode una frase di intonazione gregoriana di pungente effetto. Ritorna il tema della Passione di Cristo e il movimento si conclude in una vivace contrapposizione tra archi e fiati. L’Adagio in fa maggiore è un canto meditativo di straordinaria efficacia costruito sul tema delle Lamentazioni di Geremia, da cui il titolo della sinfonia. La frase è affidata ai secondi violini e al primo oboe, mentre i primi violini disegnano una divagazione melodica. Ad un certo punto il corale si attenua per poi riemergere con più evidenza sonora con la voce dei corni e nella tonalità di re minore, fino a morire in pianissimo. Anche il Minuetto è in re minore, ma psicologicamente si distacca dagli altri due tempi, come pure il Trio con i suoi piacevoli contrasti dinamici. Evidentemente la sofferenza della Passione si è dissolta prima del trionfo della Pasqua. L’organico della sinfonia comprende due oboi, fagotto, due corni in re e in fa, gli archi e il cembalo secondo la pratica del basso continuo.

👉🏻🎶 link per l’ascolto https://youtu.be/RAXZwIEHc_Y anche questa volta avremo il piacere di ascoltare l’esecuzione del Maestro Giovanni Antonini alla guida della Kammerorchester Basel

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