Benvenuto Inverno e Buon Natale

Ultimo appuntamento “stagionale” con la musica del Prete Rosso (cfr. fu ordinato sacerdote nel 1703, guadagnandosi questo particolare soprannome per il colore dei suoi capelli)

Concerto in fa minore per violino, archi e continuo

op. 8 n. 4

RV297L’inverno”

Movimenti:

1. Allegro non molto (fa minore) 

2. Largo (mi bemolle maggiore) 

3. Allegro (fa minore) 

Organico: violino solista, archi e basso continuo 

Composizione: 1725


Edizione: Michel-Charles Le Cène, Amsterdam, 1727 

L’Allegro non molto descrive le sensazioni di tremito causate dal freddo più intenso. Nessuna melodia, ma aspre dissonante create da un insieme di note puntate, che rende ottimamente l’effetto desiderato. 

Il Largo descrivente la pioggia è una delle più belle pagine del «Prete rosso», e non soltanto per la melodia iniziale, ma anche per il modo con cui è stato realizzato l’elemento veristico con i «pizzicati» dei secondi violini e ancor più per la calda, umanissima nuova melodia che sorge dall’insieme orchestrale. 

Fuori la musica “scivola” sul ghiaccio (Allegro finale) ed è in balia dei venti, ma nonostante il freddo continua con i suoi ritmi, i suoi giochi e la sua capacità di stupire. 

Il «camminar a passo lento» bisogna rintracciarlo nelle accentuazioni poste all’inizio di ogni sestina. 

Sonetto L’inverno

Agghiacciato tremar tra nevi algenti
al severo spirar d’orrido vento
correr battendo i piedi ogni momento; e per soverchio gel battere i denti; 

passar al foco i di’ quieti e contenti mentre la pioggia fuor bagna ben cento caminar sopra ‘l ghiaccio, e a passo lento per timor di cader girsene intenti: 

gir forte, sdruzzolar, cader a terra
di nuovo ir sopra ‘l giaccio e correr forte sin ch’il giaccio si rompe, e si disserra; 

sentir uscir dalle ferrate porteSirocco, Bora e tutti i venti in guerra quest’è ‘l verno, ma tal, che gioja apporte. 

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