Buon Compleanno Wolfi

Serenata n. 13 KV525 “Eine kleine Nachtmusik”

in sol maggiore per orchestra d’archi

Movimenti:

1. Allegro (sol maggiore)

2. Romanza. Andante (do maggiore)

3. Minuetto e trio. Allegretto (sol maggiore)

4. Rondò. Allegro (sol maggiore) 

Organico: Orchestra d’archi 

Composizione: Vienna, 1 – 10 Agosto 1787 

Edizione: Andrè, Offenbach 1827 ca.

I Divertimenti, le Cassazioni, le Serenate e i pezzi che prendono il nome di musiche notturne (la Nacht-musik KV525 è una piccola serenata notturna) sono legati al gusto settecentesco di far musica insieme (cfr. ricordiamo in questi giorni anche la scomparsa del Maestro Claudio Abbado portatore sano di questo modo di concepire la MUSICA) e riflettono un’identica struttura formale in cui si alternano movimenti di danza e passaggi solistici e virtuosistici, riservati ad esecutori bravi e di talento, ma non necessariamente eccezionali. Per questa ragione le Serenate e i Divertimenti per archi e per strumenti a fiato sono musiche di piacevole ascolto, dalla scrittura semplice e lineare e dai segni armonici chiari e precisi, che denotano un classicismo equilibrato e sereno. Si avverte, è vero, la presenza di uno stile cameristico di solida fattura e d’illuministica intelligenza, ma si è ancora lontani dal grande Mozart caratterizzato da un’inesauribile capacità creativa e da una profonda e personale forza espressiva. Il dato rilevante delle Serenate e dei Divertimenti è la limpidezza e la trasparenza quartettistica del suono e l’omogeneità e la fusione degli impasti strumentali, in obbedienza alle regole di un discorso musicale accessibile a tutti e senza quei risvolti tragici e quei tormenti spirituali che pur esistono nell’arte mozartiana.

L’esempio più luminoso e universalmente conosciuto di Serenata è la Eine Kleine Nachtmusik KV525, composta nell’agosto del 1787 ed adatta più all’orchestra d’archi che al quartetto solistico. Essa sembra richiamarsi alle deliziose composizioni giovanili salisburghesi (c’è un’eco postumo dei Divertimenti per archi KV136137 138) ed è stata scritta molto probabilmente in occasione di una ricorrenza festiva, destinata ad un’esecuzione da tenersi in un elegante cortile o in giardino di un palazzo principesco, secondo le abitudini della società feudale e mecenatistica del tempo. La meditata disposizione dei quattro tempi, la calcolata valorizzazione del materiale tematico, l’eleganza e la nobiltà della linea melodica rivelano la grande maestria mozartiana del periodo viennese. 

Il carattere sereno e l’andamento scorrevole della Serenata si evidenziano sin dall’attacco iniziale, cosi cordiale e misuratissimo negli effetti timbrici. Una purissima melodia contrassegna la delicatissima Romanza, in cui con pochi ed essenziali tratti armonici l’autore raggiunge risultati musicali di altissimo livello. Il Minuetto risente più delle altre pagine dello stile rococò, ma non c’è dubbio che Mozart riesca ad essere se stesso (si ascolti la leggerezza delle modulazioni degli archi) con la sua genialità inventiva. Secondo un’annotazione autografa dello stesso musicista, la Eine Kleine Nacht-musik avrebbe dovuto racchiudere due minuetti con un trio, ma il primo è andato perduto o addirittura sarebbe stato spostato altrove. Il Rondò ha il classico taglio gioviale e brillante degli allegri finali e dispiega quella facilità melodica e contrappuntistica tipica della personalità di Mozart, sia che si serva degli strumenti o della voce umana. 

La ragione che ha reso giustamente e universalmente noto questo lavoro mozartiano, sfruttato in ogni dove pubblicitario e non solo, risiede senza dubbio nella sua freschezza inventiva. Le serenate, eseguite spesso all’aperto, nascevano nel segno del disimpegno e sceglievano perciò melodie facilmente orecchiabili, di sapore «popolare». In questo genere, Mozart porta una raffinatezza e una cura assolutamente inedite: qui, pur utilizzando una semplice orchestra d’archi (cfr. due violini, viola, violoncello e contrabbasso, anche se gli ultimi due strumenti suonano all’unisono), trasforma la composizione in un vero caleidoscopio di associazioni timbriche, sfruttando il suo innato talento per il colore strumentale. Semplicità del materiale tematico, raffinatezza della scrittura strumentale: i due aspetti si fondono in quell’equilibrio che costituisce l’essenza più profonda dell’arte mozartiana.

Buon compleanno Wolfi oggi sarebbero 266 anni, li porti con grazia infinita!!!!!

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