Veneranda Biblioteca e Pinacoteca Ambrosiana

«…questa biblioteca ambrosiana che Federigo ideò con sì animosa lautezza ed eresse, con tanto dispendio, dai fondamenti.»

(I promessi sposi Cap. XXII)

La Biblioteca Ambrosiana è un’antica istituzione culturale milanese, che possiede anche un’eccezionale e particolare collezione d’arte, esposta nella Pinacoteca Ambrosiana, con opere di Leonardo, Botticelli, Ghirlandaio, Caravaggio, Brueghel il Vecchio e Hayez, tra gli altri.

La Biblioteca Ambrosiana è stata fondata dal Signor Cardinale Federico Borromeo (1564-1631)

nel 1607, allo scopo di rendere disponibili a “chiunque sapesse leggere e scrivere” manoscritti, incunaboli, libri a stampa, disegni e incisioni appartenenti alla collezione della famiglia Borromeo. Tra questi vi sono anche gli oltre mille fogli del celebre Codice Atlantico di Leonardo da Vinci. 

Lo stesso Signor Cardinale Borromeo aveva l’obiettivo di creare un centro di studio e cultura e per questo favorì l’istituzione del Collegio dei Dottori (1604), creato proprio con lo scopo di formare la Biblioteca, della Pinacoteca (1618) e dell’Accademia del disegno (1620).

Preoccupato dalla scarsa formazione di un clero studioso, la cui scienza servisse però a renderne più proficua la missione e più autorevole il ministero e non per un arricchimento solo personale da ostentare, il Borromeo si propose d’istituire un collegio di circa una quindicina di ecclesiastici, il cui compito fosse di approfondire le varie branche dello scibile per meglio contribuire al lustro della Chiesa, alla difesa e alla propagazione della fede, alla utilità degli studiosi e dello studio sui manoscritti. A questo collegio, al cui decoroso sostentamento provvide dal suo patrimonio famigliare, affinché, senza preoccupazioni materiali, i membri che lo componevano potessero dedicarci agli studî, il Borromeo affidò più direttamente i tesori letterarî con tanta cura e tanto dispendio raccolti, e pretese che da loro principalmente essi fossero illustrati, pubblicati e divulgati alla popolozione. Perché poi alla istituzione fosse assicurata, anche dopo la sua propria morte, una continuità, il Cardinale le costituì un patrimonio, il quale se non corrispose adeguatamente al bisogno, non fu per mancanza di buona volontà da parte del fondatore, ma per le calamità dei tempi e particolarmente di quelle sopravvenute nell’ultimo periodo della sua vita operosa, durante il quale Egli si vide costretto a devolvere forti somme per venire in soccorso dei suoi diocesani, terribilmente travagliati dalle guerre, dalla peste e dalla carestia come un vero pastore fra le genti.

Il Palazzo dell’Ambrosiana venne costruito ai primi del Seicento, forse su disegno dell’architetto Francesco Maria Richini, e poi modificato nella prima metà dell’Ottocento da Giacomo Moraglia, cui si deve anche la facciata in stile neoclassico su piazza Pio XI. Mentre gli esterni del palazzo sono piuttosto sobri, gli interni sono ricchi e articolati e includono uno scalone monumentale, un cortile loggiato che si interfaccia sull’abside della chiesa di San Sepolcro e alcune sale riccamente decorate con boiserie, stucchi e mosaici. La grande sala di lettura della biblioteca era in precedenza un cortile interno, poi coperto e convertito in sala su progetto di Ambrogio Annoni, nel 1923. 

La Pinacoteca Ambrosiana venne fondata undici anni dopo la Biblioteca, sempre su iniziativa di Federico Borromeo, anche in questo caso per educare all’arte attraverso la visione di capolavori di pittura e scultura donati all’istituzione dalla famiglia Borromeo. La collezione è stata ampliata attraverso continui lasciti e donazioni.

Concludendo la Biblioteca Pinacoteca Ambrosiana è uno scrigno contenente una vasta e preziosa collezione d’arte e fu il vero primo museo pubblico cittadino.

Proprio per questo l’Ambrosiana ben si presta ad una serie di approfondimenti di carattere artistico e culturale, volti a presentare le molteplici sfaccettature e la ricchezza tematica di quella che è universalmente riconosciuta come una delle collezioni d’arte più prestigiose al mondo.

http://www.ambrosiana.it

Una opinione su "Veneranda Biblioteca e Pinacoteca Ambrosiana"

  1. Grazie per questa, sintetica, ma puntuale introduzione alla Biblioteca Pinacoteca Ambrosiana, purtroppo non conosciuta, come meriterebbe, dagli stessi milanesi. Un esempio, in negativo, è la grande risonanza mondiale per Bill Gates quando acquistò una decina di fogli del Codice Atlantico e si continua ad ignorare la vasta raccolta, circa mille fogli, custodita in Ambrosiana.

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