Senza la musica la vita sarebbe un errore (F. Nietzsche)
Conosciamo l’uomo da quello che dice e prima pensa…..
Partendo da qui mi riavvicino, senza mai averlo abbandonato, alla figura di Ludwig van Beethoven.
Chi, avendo anche la minima famigliarità, con le Sue note non vuole o meglio non ha l’impulso di addentrarsi nel suo profondo IO.
Abbiamo certamente un netto segno distintivo fra l’uomo e il compositore. Il primo rimane solidamente legato alla terra, in senso lato, al mondo che lo circonda, alle piccole criticità del quotidiano; il musicista con le sue note raggiunge vertici talmente alti da sfiorare l’infinito e l’Altissimo.
Beethoven sembra mostrarsi ben cosciente della Sua potenza d’artista e questo andrà, non poco, a condizionare i rapporti con gli altri ai quali imporrà il devoto ed assoluto rispetto della Sua Arte!!!
Questa volta però non sarà la Sua musica ad accompagnarci, ma principalmente le Sue parole!!!!!
Ci arriveremo sondando il vasto Epistolario come anche i Quaderni di Conversazione, da qui il titolo di questo percorso umano – musicale con Beethoven, che per certi versi, costretto dalla menomante sordità, fu precursore dell’odierno “cinguettio”.
Avremo quattro diversi macrocosmi, in cui ho preferito suddividere gli argomenti fermo restando, che essi non potrebbero essere autonomi l’uno dall’altro perché agglomerati in un unico letterario ispirato, sostenuto e vissuto dal grande uomo BEETHOVEN.
Essi saranno La Musica, L’ Amore Dio e la Natura; Il Mondo e il Modo di viverlo; I Giudizi sul Nostro.
Buona lettura

- La Musica
Beethoven può comporre musica, grazie a Dio…ma non può fare nient’altro sulla terra
La musica è come un sogno, che non riesco a sentire
Preferirei scrivere 10.000 note che una singola lettera dell’alfabeto.
Dove le parole non arrivano… la musica parla
La musica dovrebbe infiammare il cuore dell’uomo e portare le lacrime agli occhi della donna.
La musica è una rivelazione più alta di tutta la saggezza e la Filosofia.
La musica è l’ingresso incorporeo nel più alto mondo della conoscenza che comprende l’umanità, ma che l’umanità non può comprendere
Si dice che l’arte è lunga e breve la vita: Ma lunga è la vita e breve l’arte. E se il suo soffio ci eleva fino agli dei non è che per un istante
Non conosco piacere più grande, che mettere in pratica ed esercitare la mia arte.
IO vivo completamente per e con la mia Musica
Credete che pensi a un dannato violino, quando lo Spirito mi parla e scrivo ciò che mi detta?
Sono abituato, anche quando scrivo musica strumentale, ad avere davanti agli occhi l’assieme nonostante spesso produca tre o quattro distinti lavori contemporaneamente.
Mi limito ad annotare certe idee e quanto tutta l’opera è in testa metto per iscritto, una volta sola (cfr. dai Suoi manoscritti non si direbbe, ma meglio non contraddire i geni!)
Se la Musica sarà celestiale non è cosa che io possa sapere, poiché io non sono che un semplice terrestre. Il mio sguardo è verso l’alto, ma gli interessi altrui mi fanno scendere a terra!
Per scrivere della vera Musica Religiosa occorre esaminare tutti i corali ecclesiastici dei monaci.
Il mio cuore batte tutto per la profonda e grande arte di Johann Sebastian Bach, questo patriarca dell’armonia
Potete continuare a recensire quanto Vi pare e Vi piace (cfr. rivolto alle riviste musicali in voga all’epoca)…..Vi auguro buon divertimento. Per il serio compositore sarà solo una puntura di zanzara, che passa come i Vostri scritti mentre la MUSICA una volta incisa (cfr. stampata) servirà i posteri.
La musica è come un sogno, che non riesco a sentire.
La musica è il mediatore tra lo spirituale e la vita sensuale.
Ci si deve rallegrare quando Musica e Parola fanno tutt’uno.
Senza la musica mi avvicino ogni giorno di più alla tomba!
Mi sembra di avere scritto soltanto alcune note. Vi auguro un grande successo nel nostro impegno a favore dell’Arte. Solo l’Arte e la Scienza ci fanno sperare in un’esistenza più nobile (All’Editore SCHOTT di Mainz)
La mia Arte deve consacrarsi al bene dei poveri.
Per ciò che mi riguarda come artista non ho mai prestato la minima attenzione a tutto ciò che si è potuto o voluto scrivere sul mio conto e non parlo solo della mia Arte.
APPENDICE A
I Quaderni di Conversazione analizzati sono stati editi da ILTE dalla versione a cura di Georg Schünemann.
Gli originali sono composti da circa 100 fogli l’uno, solitamente con copertina di cartone colore marmorizzato.
In essi troviamo anche abbozzi di opere o idee pratiche sull’esecuzione (cfr. ad esempio l’organico o la sala dove eseguire il pezzo)
Beethoven era solito leggere con lo sguardo mentre l’interlocutore scriveva pertanto possiamo anche spesso trovare frasi monche di tutto il testo.
Significativo un tranciante commento dello stesso fatto a Anton Schindler “Dovrebbe scrivermi soltanto l’essenziale, poi so da me come sbrigarmela; oramai sono avvezzo da molti anni“.
Per questo richiedeva anche un’accentuazione della mimica degli interlocutori in modo da comprenderli al meglio.
Q1 Formato 168x95mm Periodo Febbraio-Marzo 1818
Q2 Formato 184x114mm Periodo Marzo-Maggio 1819
Q3 Formato 185x125mm Periodo Novembre-Dicembre 1819
Q4 Formato 120x188mm Periodo Dicembre 1819
Q5 Formato 185x123mm Periodo 12-25 Dicembre 1819
Q6 Formato 180x120mmm Periodo Gennaio 1820
Q7 Formato 190x120mm Periodo 24 Gennaio-Marzo 1820
Q8 Formato 120x190mm Periodo 25 Febbraio-12 Marzo 1820
Q9 Formato 120x189mm Periodo 11-17 Marzo 1820

