Eccoci nel primo giorno di primavera, che vede nati parecchi “personaggi famosi” dalla poetessa milanese Alda Merini, al compianto pilota di Formula 1 Ayrton Senna e al grande JOHANN SEBASTIAN BACH.
In questo ricordo del Suo genetliaco desidero descrivere una delle più celeberrime opere ossia la
TOCCATA e FUGA per organo solo in re maggiore BWV565
Questa composizione ci riporta alla prima giovinezza di Johann Sebastian Bach; la pagina fu composta e scritta quando ancora non ventenne, fra il 1702 ed il 1703, ebbe l’incarico dell’inaugurazione dell’organo costruito per la Chiesa Nuova di Arnstadt.
Sul modello dello stylus phantasticus, proprio degli autori della Germania settentrionale (Buxtehude, Böhm, Bruhns) su influenza degli italici Claudio Merulo e soprattutto Girolamo Frescobaldi si ebbe la genesi della Toccata, esuberante per rapsodica varietà virtuosistica (sia manuale sia per lo straordinario utilizzo della pedaliera),

ma anche intimamente coesa sul piano motivico, si articola nel succedersi imprevedibile e vorticoso di sezioni successive, che rappresentano una vera e propria vetrina delle potenzialità della scrittura virtuosistica all’alba del Settecento, dalla pseudo-improvvisazione che apre e chiude la composizione, tra scalette rapidissime di biscrome, impressionanti raddoppi all’ottava, esposte settime diminuite, declamatori recitativi strumentali e meccanici passaggi in semicrome, fino alla distensione della fuga centrale (vasta sezione all’interno della toccata, ad essa tematicamente collegata, più che seconda parte d’un dittico “toccata e fuga”) costruita sul medesimo motivo discendente, dissimulato in un reticolo di semicrome, che aveva aperto la toccata.
Dal punto di vista formale, essa manifesta la piena adesione ai modelli della scuola tedesca del Nord, e in particolare a quello dell’ammirato Buxtehude, il quale aveva praticamente codificato un tipo di Toccata nella quale dominano la giustapposizione di episodi privi di concatenamento, l’inserzione di una serie di fugati e di passaggi virtuosistici relativamente isolati, o comunque ben distinti dal resto della composizione.

Il manoscritto, il cui faksimile è in possesso dell’autore, è conservato presso la Staatsbibliothek zu Berlin – Preu𝔅ischer Kulturbesitz – Handscrift Ms. Mus.ms. Bach P 595
Frontespizio:

Incipit della Toccata:

Termine della Toccata:

Particolare della Fuga (Adagissimo):

Particolare con l’indicazione dell’uso della pedaliera (cfr. ped):
“Io suono le note come sono scritte, ma è Dio che fa la musica”
“La musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c’è fuori”
……e che la giornata di oggi sia un vero segno di primavera per tutti!!!
