Con questo nuovo articolo vorrei abbandonare, e lo sarà anche per altri in programma nei prossimi mesi, il solco e l’identità che ho voluto dare a questo mio blog.
Nel periodo particolare, che ormai stiamo vivendo da tempo, vorrei avvicinarvi alla realtà del monachesimo e della sua particolare regola di vita.
La scelta è dovuta oltre che per la mia fede cattolica anche per l’affascinante mondo che si cela, ora un po’ meno, dentro le chiese e i plessi chiostrali dei monasteri e delle abbazie, che finalmente hanno aperto le loro porte facendo scoprire lo scrigno di bellezza racchiuso il più delle volte da semplici mura.

Nello specifico e seguendo il titolo dato al pezzo “Prega e Lavora” ed in particolare per l’ordine dei Cistercensi, i quali intesero il labora come curare direttamente i lavori agricoli e divennero, perciò, protagonisti di una cultura agricola delle diverse parti dell’occidente europeo (ad esempio il diffondersi delle marcite). Curarono anche l’aspetto della preghiera e di un lento e costante lavorio sui libri liturgici e musicali (restaurandoli e ornandoli con grafia avvolgente e colorata e a volte con l’inserimento di ricche miniature).

La caratteristica più saliente e durevole della vita monostica è certamente l’horarium quotidiano. Le ore erano divise sulla base del sacro numero del sette: Lodi, Prima, Terza, Sesta, Nona, Vespero e Compieta”.

Secondo la tradizione gli intervalli, che separavano le Ore dell’Ufficio dovevano essere dedicati al lavoro manuale (nei campi nelle cucine nello scrittorio nel capitolo etc etc) o alla Lectio Divina.
Ora vorrei presentarVi uno dei più splendenti e tutt’oggi funzionante plesso cistercense ossia l’Abbazia di Chiaravalle (Via S.Arialdo 102 Milano) complesso monastico situato nell’odierno Parco Agricolo Sud Milano incastonato fra i quartieri Vigentino e Rogoredo.
Configurazione strutturale: La distribuzione funzionale degli ambienti segue la pianta-tipo del monastero cistercense. Sopravvivono oggi solo la chiesa abbaziale e il chiostro, sul quale gravitano i principali edifici monastici, oltre al cimitero dei monaci.
Epoca di costruzione: inizio sec. XIII
Autori: Francesco Pecorari per la sopraelevazione / Bramante Donato per la decorazione
La fondazione dell’abbazia di Chiaravalle, Sanctæ Mariæ Clarævallis Mediolanensis, è direttamente legata con la figura di san Bernardo (Memoria liturgica il 20 agosto).

Tra XII e XIII secolo il monastero vede confermata la protezione della Sede apostolica e riceve numerosi privilegi anche da parte imperiale.
La data di consacrazione della chiesa nel 1221 sigilla la prima parte dei lavori, durata poco meno di un secolo. All’inizio del Trecento è attestata la punta massima di presenze di monaci circa un centinaio; il periodo concide con, allentatosi l’originario rigore, un sempre maggiore slancio verso il complemento pittorico delle strutture architettoniche, sino a quel momento austeramente nude (mattone rosso crudo e malta), e si proietta verso l’alto la grande torre nolare all’incrocio del transetto (La celeberrima, ai milanesi soprattutto, ciribiciaccola).

Nel 1412 si concludono i lavori alla cappella della sagrestia e si costruisce la cappella di S. Bernardo, a sinistra dell’ingresso al monastero.
Del vasto e articolato complesso originario sopravvivono oggi la chiesa abbaziale e il chiostro, sul quale poggiano i principali edifici monastici. La distribuzione funzionale degli ambienti segue infatti anche a Chiaravalle la pianta-tipo del monastero cistercense.
La chiesa abbaziale è un organismo in laterizio ad andamento longitudinale, ripartito in tre navate, con ampio transetto. La facciata a capanna invece risulta essere nata da un restauro stilistico eseguito nei primi anni del Novecento, ed ha un portico addossato del XVII.
La cappella absidale ha terminazione rettilinea ed è affiancata per ciascun lato da tre più basse. Le navate sono suddivise da poderosi pilastri cilindrici (1,8 m di diametro) con base semplicissima priva di capitello, sostituito da una svasatura che aumenta la base d’appoggio degli archi di valico a pieno centro.
L’articolazione dell’interno è apprezzabile anche nell’assetto delle pareti esterne, scandite da muri di spinta messi a rinforzo nei punti di maggior spinta delle volte.
Da menzionare certamente il coro in arte lignea appoggiato alla muratura della navata centrale ed intagliato da Carlo Garavaglia nella metà del XVII Secolo.

Interamente eseguito con legno di noce è formato da due file disposte parallelamente su due livelli: il primo composto da ventidue stalli per i monaci, il secondo livello, più in basso, da 17 posti.
I pannelli, che compongono lo schienale della seduta, sono intagliati e rappresentano episodi della vita di san Bernardo, accompagnati da puttini, lesene e incastonati in piccoli scompartimenti.
L’organo a canne, situato nel transetto destro è opera di Natale Morelli (1853) su base e rifacimento di quello realizzato nel XVII Secolo; possiede un’unica tastiera e pedaliera a leggio conformata da 17 pedali in aggiunta ad uno che aziona il cosidetto tiratutti, ossia l’azionamento completo.

Il chiostro aderisce per un lato al fianco sud della chiesa: sul lato est si trovano la sagrestia, il dormitorio e la sala capitolare; su quello sud, con andamento perpendicolare, il refettorio e la cucina; a ovest gli ambienti destinati ai conversi. Del chiostro è superstite il lato settentrionale, aderente al fianco della chiesa, e due campate del braccio orientale.

Di estremo interesse è la decorazione interna del tiburio, che presenta tre serie di affreschi, frammentari e in parte piuttosto deperiti.

Buona visita e se non di persona anche virtuale dal sito dell’Abbazia (www.monasterochiaravalle.it)…..
…..Vi saluto lasciando la poesia, in milanese con traduzione, della CIRIBICIACCOLA
« Sora del campanin de Ciaravall
gh’è una ciribiciaccola
Con cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolitt
var pusse’e la ciribiciaccola che i soo cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolitt?
quant i cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolitt voeren ciciarà con la ciribiciaccola
la ciribiciaccola
l’è pronta a ciciarà con i cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolitt
la ciribiciaccola la ciciara i ciribiciaccolitt ciciaren
ma la ciciarada de la ciribiciaccola l’è pusse’e lunga de quela de i cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolitt ».
Traduzione
Sul campanile di Chiaravalle
c’è una ciribiciaccola
con cinquecentocinquantacinque ciribiciaccolini.
Vale di più la ciribiciaccola
dei cinquecentocinquantacinque ciribiciaccolini?
Quando i cinquecentocinquantacinque ciribiciaccolini vogliono chiacchierare con la ciribiciaccola
la ciribiciaccola è pronta a chiacchierare con cinquecentocinquantacinque ciribiciaccolini
la ciribicciaccola chiacchiera, i ciribiciaccolini chiacchierano
ma la chiacchierata della ciribiciaccola è più lunga di quella dei cinquecentocinquantacinque ciribiciaccolini.

Le immagini inserite sono tutte di proprietà dell’Autore……se volete visitate il mio portfolio https://www.flickr.com/photos/aeaffer1974/
