Haffner Afers AFFER e l’ipotesi di un cognome

Desidero cominciare questo nuovo anno con qualcosa di molto personale.

Una possibile origine del mio cognome.

Il ceppo originario darebbe le prime tracce nell’area germanica-austriaca ed in particolare nella cittadina di Salzburg.

Qui il cognome è HAFFNER e nello specifico abbiamo attualmente questo riscontro:

La Sigmund-Haffner-Gasse si trova nel centro del quartiere storico di Salisburgo ed è in realtà una delle strade più antiche di Salisburgo. Le origini della Sigmund-Haffner-Gasse la fanno già risalire attorno all’anno 1140, con altra denominazione, ma pur sempre Hafner. La Sigmund-Haffner-Gasse è oggi una delle strade più caratteristiche di Salisburgo e prende il nome da un importante commerciante ed ex sindaco della città del sale del XVIII. Collega l’attuale Municipio alla Chiesa dei Francescani.

Scendendo verso il confine italiano troviamo cognomi AFFER a partire dal XVII secolo, nell’attuale Tirolo, presso la cittadina di Mutters, nei pressi di Innsbruck, e da lì poi distributi a macchia d’olio verso la Svizzera la Francia e l’Italia per limitarci allo sviluppo europeo.

Superato il confine del Brennero ci imbattiamo in un piccolo borgo Eores (Afers in tedesco), frazione del comune di Bressanone, attraverso la località si giunge al passo delle Erbe e alla Val Badia!

Proseguendo invece l’autostrada del Brennero giungiamo ad Affi dove si hanno parecchie influenze austriache ed in particolare Vi segnalo anche il passaggio di Wolfgang Amadeus Mozart in uno dei Suoi viaggi italiani.

Arriviamo in questo ipotetico “cammino genealogico” a Milano ed in particolare al Quartiere Affori (cfr. Wikipedia: AFFER o Affor in dialetto milanese) localizzato nella periferia settentrionale della città ed attualmente appartenente al Municipio 9 del Comune di Milano.

Tutta questa premessa però è nata dalla mia intenzione di analizzare due opere di Wolfgang Amadeus Mozart dediche agli HAFFNER:

  • KV250 Serenata Nr.7 per orchestra in re maggiore
  • KV385 Sinfonia Nr.35 per orchestra in re maggiore

KV250 Serenata Nr.7

per orchestra in re maggiore

Struttura:

1. Allegro maestoso (re maggiore)

2. Andante (sol maggiore)

3. Minuetto I (sol minore) – Trio (sol maggiore)

4. Rondò. Allegro (sol maggiore)

5. Minuetto II galante (re maggiore) – Trio (re minore)

6. Andante (la maggiore)

7. Minuetto III (re maggiore) – Trio I (sol maggiore) – Trio II (re maggiore) 

8. Adagio (re maggiore). Allegro assai (re maggiore) 

Organico: 2 oboi o flauti, 2 fagotti, 2 corni, 2 trombe, archi 

Composizione: Salisburgo Luglio 1776 (20 anni)

Prima esecuzione: Salisburgo, Residenz-Theater, 21 luglio 1776

Interno del Palazzo Residenza Arcivescovile di Salisburgo

Prima Edizione: Andrè, Offenbach 1792

Le Serenate, i Divertimenti, le Cassazioni e i pezzi che prendono il nome di Musiche Notturne sono legati al gusto settecentesco di far musica insieme, tanto amato dal Maestro Claudio Abbado, e riflettono un’identica struttura formale in cui si alternano movimenti di danza e passaggi solistici e virtuosistici, riservati ad esecutori bravi e di talento, ma non necessariamente eccezionali e professionisti. Per questa ragione le Serenate e i Divertimenti per archi e per strumenti a fiato sono musiche di gradevole ed immediato ascolto, dalla scrittura formale semplice e lineare e dai segni armonici chiari e precisi, che denotano un classicismo equilibrato e sereno, non tralasciando però il germe nascente dell’astro musicale austriaco.

Un esempio tra i più riusciti e brillanti di Serenate mozartiane è appunto la cosiddetta «Haffner-Serenade» in re maggiore composta per le nozze della figlia, Marie Elisabeth con Franz Xaver Spath, del borgomastro di Salisburgo, Sigmund Haffner, ricco e munifico commerciante, al quale Mozart dedicherà successivamente da Vienna al di lui figlio, anch’esso Sigmund, la Sinfonia in re maggiore KV385 per festeggiare l’ingresso, della famiglia Haffner, nel circolo della nobiltà cittadina (cfr. von Imbachhausen). Questo delizioso carme nuziale venne eseguito per la prima volta il 21 luglio 1776 a Salisburgo, in occasione di una festa notturna, che precedette il matrimonio nel cortile della Residenza Arcivescovile.

Stemma della città di Salisburgo e del Suo Land

La Serenata è articolata in otto tempi, che si succedono con gustosa varietà melodica e tematica. Il primo tempo è un Allegro maestoso dal ritmo sostenuto e ben marcato, cui segue un Allegro molto affidato alla frase brillante degli archi, sostenuti dal colorito cadenzare dei corni e delle trombe. Non mancano momenti di più distesa cantabilità disegnata dai violini, ma si ritorna presto ad una figurazione ritmica vivace tipica della forma sonata. Il secondo tempo è un Andante di straordinaria delicatezza espressiva nella tonalità di sol maggiore; protagonista assoluto è il violino solista, sorretto dagli accordi sincopati degli altri archi e a volte impegnato in passi virtuosistici. Si potrebbe ipotizzare che sia stato lo stesso Mozart ad eseguirne la parte oppure affidarla al Kappelmeister. Ecco quindi il (primo) Minuetto in sol minore infiorato di eleganti modulazioni, in antitesi con il tono del Trio, dove ricompare la voce del violino solista. Il quarto tempo è un Rondò in sol maggiore, dal moto perpetuo scorrevole e scintillante e particolarmente vario nelle armonie e nei ritmi. Nel quinto tempo ritorna un (secondo) Minuetto dalle garbate galanterie, molto ballabile ed assai meno cupo del precedente, cui segue un Trio segnato dal tema dei violini. Nel sesto tempo si ascolta un Andante in la maggiore increspato di dolci sonorità, senza troppo sentimentalismo. E’ dunque ispirato a un gioco formale estremamente sofisticato, nel quale princìpi diversi e apparentemente incompatibili vengono sottilmente intrecciati. Il settimo tempo è di nuovo un (terzo) Minuetto dal tema più frizzante che galante e più ampio dei precedenti perché presenta un doppio Trio. Nel primo di essi la sonorità si riduce, affidando il gioco delicatamente concertante al flauto e al fagotto con il discreto sostegno degli archi. Al secondo Trio, nel quale la melodia principale è condotta dai flauti, dà la sua impronta particolare il timbro degli ottoni, con i corni e un caratteristico profilo ritmico della tromba. 

Dopo un Adagio in re maggiore, la Serenata si conclude con un elegante e fosforescente Allegro assai, che sembra rievocare l’atmosfera danzante della festa nuziale, magari in giardino o sotto un pergolato molto romanticamente illuminato dalla flebile luce delle candele.

KV385 Sinfonia Nr.35

per orchestra in re maggiore

Struttura: 

1. Allegro con spirito (re maggiore) 

2. Andante (sol maggiore)

3. Minuetto e trio (re maggiore)

4. Presto (re maggiore) 

Organico: 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 2 corni, 2 trombe, timpani, archi

Composizione: Vienna, 27 Luglio – 3 Agosto 1782

Prima esecuzione: Vienna, Burgtheater, 23 Marzo 1783

Prima Edizione: Artaria, Vienna 1785

Apre la serie delle ultime, superbe sinfonie viennesi. Così, in quell’ultimo decennio 1782-1791, videro la luce solo sei lavori nel genere sinfonico – uno nel 1782 (KV385 “Haffner”), uno nel 1783 (KV425 “Linz”), uno nel 1786 (KV504 “Praga”) e tre nel 1788 (KV543, KV550, KV551 “Jupiter”) – ma ciascuno di essi costituisce senz’altro un capolavoro!

Lo scheletro formale della presente si rifà a quello delle serenate.

Il saggista Massimo Mila così sentenzia: “Essa costituisce il vero e proprio ponte di trapasso della concezione giovanile della Sinfonia”!

La commissione, o meglio l’invito, arrivava da Sigmund Haffner figlio del medesimo e ricco commerciante, che in passato, quando ricopriva l’incarico di borgomastro della città, aveva già commissionato a Mozart la Serenata KV250. I rapporti cordiali fra le due famiglie indussero il compositore, nonostante i suoi numerosi impegni, infatti nel luglio del 1782, mentre era alle prese con le prove della Entführung aus dem Serail (che sarebbe andata in scena il 16 di quello stesso mese al Nationaltheater di Vienna), con i duri contrasti epistolari con suo padre Leopold a proposito dei suoi progetti nuziali e, nonostante quelli, con i preparativi per il suo matrimonio con Konstanze Weber (celebrato poi il 4 agosto nel Duomo di Santo Stefano a Vienna) ad accettare di buon cuore.

Fu pertanto costretto a lavorare anche di notte e a spedire uno alla volta i pezzi a suo padre immediatamente dopo averli completati. In seguito Mozart si fece rimandare tutta la partitura della serenata a Vienna per eseguirla, trasformandola in sinfonia; per questo scopo eliminò dalla partitura una marcia (poi catalogata come KV385a) e uno dei due minuetti (in seguito andato perduto). In questa nuova forma questa composizione è stata ed è tuttora una delle sinfonie mozartiane più eseguite e più popolari.

La “Nuova Serenata” per la famiglia Haffner nacque dunque in grandissima fretta, in un periodo di attività febbrile, senza che Mozart potesse dedicarle una particolare attenzione; lo dimostra anche il fatto che quando pochi mesi dopo, nel febbraio del 1783, ebbe bisogno di una nuova Sinfonia per un’accademia da tenersi a Vienna in marzo e si fece spedire dal padre la partitura della Serenata per poterla «rimodernare» trasformandola in una Sinfonia, scrisse con meraviglia: «La mia nuova sinfonia Haffner mi ha positivamente sorpreso, dato che non me ne ricordavo nemmeno una nota».

La Sinfonia KV385 deve probabilmente il suo brio spensierato e il suo smagliante colore orchestrale con trombe e timpani proprio al fatto di essere stata concepita inizialmente come Serenata, genere leggero e di intrattenimento, brillante e disimpegnato per antonomasia. Ma in realtà proprio la maturità espressiva e la sapienza di scrittura raggiunte in questo lavoro (tutti i movimenti, tranne il Menuetto, come è ovvio, guardano al modello della forma sonata), nato con pochissime modifiche dalla costola di una Serenata, la dice lunga sulla straordinaria evoluzione compiutasi nello stile compositivo di WAM. 

L’Allegro con spirito si impone fin dal perentorio e trascinante salto d’ottava iniziale, da cui trae vita l’intero movimento, come una pagina solare e dai colori sfavillanti, ricca di energia e buonumore. Posa infatti tutto su un unico tema annunciato all’unisono dall’orchestra: svetta con energica baldanza coprendo l’intervallo di due ottave, per poi ripiegarsi su se stesso in aeree scalette e preziosi trilli. Nelle lettere che Mozart scambiava con il padre Leopold, Mozart dichiarava che il primo movimento andava suonato con fuoco.

Dopo un Andante delicato e poetico, tratto comune a molte serenate con il dialogo fra archi e fiati (oboi fagotti corni), e un breve e vigoroso Menuetto, che si appropria di un gioioso e particolare lied viennese dell’epoca, si giunge al finale (Presto), un movimento di irresistibile vivacità ritmica e coloristica, costruito fondendo la forma sonata con quella di rondò e basato su contìnui contrasti tra il forte e il piano, il cui tema d’apertura cita quasi letteralmente l’aria di Osmin nel terzo atto della coeva Entführung, «Ha! Wie will ich triumphieren». In un’altra lettera al padre Leopold, contenente istruzioni sulle modalità di esecuzione del finale, Mozart asserì che il modo migliore di suonarlo era “il più velocemente possibile”!

La tonalità prescelta da Mozart per questa sinfonia è il Re maggiore, che dona particolare brillantezza al suono dei fiati, e che fu la più utilizzata da Mozart nelle sue opere sinfoniche. La tonalità è anche indicativa della provenienza della sinfonia da una serenata, dato che tutte le serenate per orchestra sono state scritte dal compositore salisburghese in questa tonalità. 

Formato del manoscritto, conservato presso la Pierpont Morgan Library di  New York, 230mm x 320mm composto da sole 57 pagine totali e di seguito avremo alcune immagini tratte dal faksimile in possesso dell’Autore.

Particolare dell’intestazione della Sinfonia firmata di Amadeo Volfango Mozart

Indicazioni in italiano per l’esecuzione

Particolare dell’Andante con indicazione a margine sinistro della strumentazione

Particolare del Menuetto, così scritto dal Nostro

Trio

Buon ascolto di queste due particolari musiche, dedicate meglio che commissionate, dal Nostro alla famiglia Haffner…..forse miei avi!!!

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