Oratorio di Natale BWV248 (Conclusioni Finali)

Curiosità su e di Johann Sebastian Bach

Ebbe… 20 figli!

Durante il suo primo matrimonio con la cugina Maria Barbara, Bach ebbe 7 figli. Dopo la morte della moglie si risposò con Anna Magdalena (cfr.famoso il Quaderno con esercitazioni a Lei dedicato), con la quale ne ebbe altri 13, la metà dei quali morì alla nascita o in tenerissima età. Alla morte di Bach, la sua primogenita aveva 41 anni e la più piccola appena 8.

Trascorse un periodo in prigione

Dal 1708 al 1717, Bach fu organista e primo violino solista della cappella del duca di Sassonia-Weimar, Guglielmo Ernesto. Un giorno, il principe Leopoldo di Anahlt-Cöthen gli propose di diventare maestro di cappella presso la propria corte di Cöthen, incarico che decise di accettare. Il duca di Weimar, tuttavia, scontento delle repentine dimissioni di Bach, lo imprigionò per un mese prima di lasciarlo finalmente andare.

Percorse 400 chilometri a piedi

Per conoscere il grande maestro Buxtehude (uno dei compositori tedeschi più noti dell’epoca, che si era stabilito a Lubecca), Bach percorse 400 chilometri a piedi tra andata e ritorno (aveva 20 anni). Secondo quanto aveva stabilito con i suoi datori di lavoro di Arnstadt avrebbe dovuto assentarsi per un mese, ma alla fine ne rimase fuori quattro.

Aveva un carattere piuttosto forte

Stemma personale con intreccio delle capolettera di J.S. Bach

Ci sono vari episodi famosi della vita di Bach, che testimoniano come il compositore avesse un certo tipo particolare di temperamento. Quando si irritava, non andava per il sottile. È poco conosciuta questa piccola nota scritta di fretta e senza le formule di cortesia abituali nella corrispondenza dell’epoca nella quale emerge il carattere forte del Nostro:

“Signor Martius, la mia pazienza è giunta al limite. Per quanto tempo crede che debba continuare ad aspettare il clavicembalo? Sono già passati due mesi e siamo sempre allo stesso punto. Mi dispiace scriverle in questi termini, ma non posso fare altro. Deve provvedere entro cinque giorni, altrimenti smetteremo di essere amici. Arrivederci. Joh. Sebast. Bach” (Lipsia, 20 marzo 1748).

Era un viveur

BWV211Cantata del Caffè (Autografo)

Sono pochi gli elementi che ci permettono di conoscere i momenti intimi della famiglia Bach, ma alcune testimonianze svelano come il compositore fosse un viveur che amava bere birra o sidro (ci sono varie ricevute che certificano l’acquisto annuale di 3 barili di birra). Suo cugino, Johann Elias, pieno di buone intenzioni nei confronti del musicista, gli forniva regolarmente del vino. A questo aggiungiamo il consumo di cioccolata calda, caffè e tabacco. Si sa che Bach era un fumatore abituale di pipa. Quando aveva appena 20 anni, si allude a questo fatto in un documento: “Bach passò per la via, pipa in bocca”.

Era un padre affettuoso, ma altrettanto esigente e severo

Bach non trascurava nulla in relazione all’educazione dei figli, soprattutto per quanto riguardava l’educazione musicale. Schubart, nella rivista Deutsche Chronik, riporta un aneddoto che raccontava uno dei figli del compositore, Johann Christian Bach:

“Mi viene in mente un aneddoto che raccontava il Bach di Londra [Johann Christian], quello che conobbe anche Wolfgang Amadeus Mozart, a Schwezingen. Si parlava del genio di suo padre e confessò che egli stesso era incapace di suonare quello che il padre aveva composto. ‘In un’occasione’, raccontò a Cannnabich e a Wendling, ‘stavo improvvisando al clavicembalo in modo del tutto meccanico e mi sono fermato su un accordo di quarta e sesta. Mio padre era a letto e pensavo che dormisse, ma è schizzato fuori, mi ha dato un schiaffo e ho risolto l’accordo’” (Ulma, 16 gennaio 1775).

Conobbe uno dei primi pianoforti

Bach suonava vari strumenti a corda e a tastiera. Per quest’ultima famiglia musicale lo associamo naturalmente all’organo e al clavicembalo, strumenti emblematici dell’epoca di cui aveva anche il difficile compito dell’accordatura e della manutenzione. Alla fine della sua vita, tuttavia, Bach conobbe i primi pianoforti. Tra le sue attività, Bach affittava e suonava strumenti per uso personale, ma metteva anche la sua esperienza al servizio di musicisti professionisti o amatoriali che volevano acquistare degli strumenti. Il conte di Branitsjy di Bialystock (Polonia) richiese i suoi servizi come esperto per l’acquisto di un pianoforte. La ricevuta dell’acquisto, datata 6 maggio 1749 (un anno prima della sua morte), dimostra che si interessò a questi nuovi strumenti e che li conosceva.

Possedeva un enorme numero di strumenti in casa propria

Un documento, che dice moltissimo sulla vita quotidiana dei Bach è un inventario realizzato a Lipsia nell’autunno 1750. Tra le preziose informazioni che fornisce il documento, troviamo un inventario dove si evince che Bach avesse posseduto almeno 6 strumenti a tastiera, 10 a corda, un liuto e due lautenwerk (cfr. cordofono a tastiera a corde pizzicate)

Venne operato dallo stesso chirurgo che operò Haendel

Nel 1750 la salute del compositore si indeboliva sempre più, per cui la famiglia Bach decise di chiamare il “celebre” chirurgo John Taylor (1703-1772), che risultò essere solo un ciarlatano. Operò due volte Bach, che soffriva di cataratta, ma senza successo. Per via degli interventi, il compositore morì sei mesi più tardi. Nel 1753 il presunto medico operò anche Haendel alle corde vocali. La descrizione, assai macabra, dell’intervento permette di comprendere la sorte dei due compositori: “Taylor (…) ritira il cristallino dall’occhio introducendo nella cornea attraverso il bianco dell’occhio un piccolo ferro appuntito lungo quindici centimetri”.

Alcune lapidarie frasi di Johann Sebastian Bach

Ah! Come è dolce il sapore del caffè!
Più dolce di mille baci, più dolce di un vino moscato.

Ben al di là di tutti gli altri piaceri, più raro di gioielli o tesori, | più dolce del chicco della vite. Sì! Sì! Il più grande | dei piaceri! Caffè, caffè, quanto amo il suo gusto, | e se volete guadagnarvi la mia benevolenza, sì | Sì | Datemi il caffè, datemi il mio caffè forte.

Dove c’è musica di devozione, Dio è sempre a portata di mano con la sua presenza gentile.

È facile suonare qualsiasi strumento musicale: tutto ciò che devi fare è toccare il tasto giusto al momento giusto e lo strumento suonerà da sé.

Io ho lavorato molto. Chiunque si applicherà tanto potrà fare quello che ho fatto.


Io suono le note come sono scritte, ma è Dio che fa la Musica.

La Musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c’è fuori.

Lavoro incessante, analisi, riflessione, molta scrittura, infinita autocorrezione: questo è il mio segreto.

Lo scopo e fine ultimo di tutta la Musica non dovrebbe essere altro che la gloria di Dio e il ristoro dell’anima di ciascuno di noi.


Se decido di essere un idiota, allora sarò un idiota di mia iniziativa.

Suonate con tutta la vostra anima e non come un uccello ben addestrato.

BWV

Il sistema di catalogazione BWV, o Bach-Werke-Verzeichnis (cfr. Catalogo delle opere di Bach), viene utilizzato per permettere di districarsi fra le opus di Johann Sebastian Bach per un totale di oltre mille censite da Wolfgang Schmieder, musicologo tedesco che redisse il catalogo fra il 1946 e il 1950, ossia a duecento anni dalla scomparsa del Nostro.

I numeri BWV sono universalmente utilizzati e accettati come standard per la numerazione delle opere di Bach.

Peculiarità inedita di questo catalogo è l’organizzazione fatta non in maniera cronologica, ma bensì fatta per tipologia ovviamente per questo motivo un numero di BWV basso non è necessariamente correlato ad un’opera giovanile. Qui di seguito uno schema riassuntivo per genere:

BWV 1-524 – Composizioni vocali

BWV 525-771 – Composizioni per organo

BWV 772-994 – Composizioni per clavicembalo

BWV 995-1013 – Composizioni per altri strumenti solisti

BWV 1014-1040 – Composizioni di musica da camera per duetti e trii

BWV 1041-1071 – Suite per orchestra e concerti

BWV 1072-1080 – Composizioni contrappuntistiche

BWV 1081-1128 – Aggiunte recenti

BWV Anh. 1-212 – Appendice (Anhang)

Un sereno Natale accompagnato dalle sublime ed eterne note di Johann Sebastian Bach.

Vi lascio con qualche suggerimento per l’ascolto dell’Oratorio di Natale BWV248:

-Amsterdam Baroque Orchestra Koopman

-Concentus Musicus Wien Harnoncourt

-English Baroque Soloists Gardiner

-Gewandhaus Orchester Chailly

-Munchener Bach Orchester Richter Karl

Lascia un commento