Oratorio di Natale BWV248 (Anteprima)

Avvicinandosi il Natale voglio incuriosirvi e portarvi alla “scoperta” consapevole dell’Oratorio di Natale BWV248 realizzato da Johann Sebastian Bach.

Articoleremo questo cammino in quattro tappe, “pedalando veloce” come faceva il Nostro però sulla pedaliera dell’organo:

  1. La Figura di Bach
  2. L’Oratorio BWV248
  3. Immagini del manoscritto, tratte dal facsimile in possesso dell’Autore
  4. Curiosità / Frasi & Aforismi / Catalogo BWV

Johann Sebastian Bach (Nato a Eisenach il 31 marzo 1685 e deceduto a Lipsia il 28 luglio 1750) è stato un compositore e musicista tedesco del periodo barocco, se non addirittura il più poliedrico rappresentante.

16° Thomaskantor, dal 1723 al 1750, ossia direttore artistico e musicale del Thomanerchor di Lipsia, nominato direttamente dal consiglio comunale della città, aveva il compito della stesura e delle prove dei mottetti settimanali e dell’organizzazione musicale dei servizi nella Chiesa Luterana della chiesa principale, la chiesa appunto di San Tommaso. Qui inoltre come docente presso la Thomasschule aveva l’incarico di occuparsi della Musica, dell’insegnamento del canto, la cura e la didattica strumentale, il latino e le lezioni di catechismo.

(Nelle tre immagini vediamo l’esterno della chiesa, con monumento di Bach; l’altare con la tomba di Bach; l’imponente organo ospitante anche lo spazio per la corale)

È ritenuto fra i più grandi geni nella storia della Musica. Attraverso le sue opere si raggiunge una profondità intellettuale e spirituale difficilmente ritrovabile in altri.

La sua opera costituì la summa e lo sviluppo delle varie tendenze stilistico-compositive della sua epoca, assorbendo le influenze “europee” dallo stile italiano (le trascrizioni e l’apprezzamento per il “Prete Rosso” Antonio Vivaldi) a quelle più teutoniche e francofone. Il grado di complessità strutturale-formale, sommato alla difficoltà tecnica di esecuzione e l’esclusione totale del genere melodrammatico, tuttavia, resero e circoscrissero la sua opera ad appannaggio solo dei musicisti più dotati con conseguente e restrittiva diffusione conoscitiva fra il grande pubblico.

Purtroppo anche al giorno d’oggi l’esecuzione delle Sue musiche è assai limitata, specialmente nelle chiese, dove peraltro nacquero e furono concepite la stragrande maggioranza!

Significativo il commento relativo al significato del cognome Bach (cfr. in italiano ruscello) da parte di Beethoven: “Più che un ruscello è un oceano”!

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