Biografia Essenziale di Wolfgang Amadeus Mozart

Wolfgang Amadeus Mozart, nome completo sul registro battesimale del Duomo di Salisburgo Joannes Chrysostomus Wolfgangus Theophilus1, nasce a Salisburgo il 27 gennaio 1756 alle otto di sera.

La casa natale, sita nella centralissima Getreidegasse 9, oggi è un museo con interessanti cimeli appartenuti alla famiglia del Nostro (cfr. dai violini ai vasi da notte). Potremmo enfatizzare esasperando la situazione dicendo, che tutta la cittadina austriaca in riva alla Salzach sia ora un supermarket dedicato a Mozart con più o meno rispetto artistico ed umano nei Suoi confronti.

Il padre Leopold, vice Kapellmeister presso la corte Arcivescovile di Salisburgo, chiamava il “prezioso” figlio affettuosamente Wolferl, mentre la madre Maria Pertl, sposata il 21 novembre 1747, conduceva la casa e con una certa fatica l’educazione sociale dei due figli, di sette, sopravvissuti la sorella maggiore di Wolfgang Maria Anna Walburga Ignatia (30 Luglio 1751 – 29 Ottobre 1829) più comunemente conosciuta come Nannerl o Nannette.

Della Sua precocità artistica sappiamo quasi tutto, ma direi di sottolineare la capacità di riconoscere istantaneamente l’altezza dei suoni, il così detto orecchio assoluto, che gli permise di “trafugare” la famosa melodia del Miserere di Gregorio Allegri udito una sola volta nella Cappella Sistina a Roma, che gli valse l’ammirazione di Papa Clemente XIV con il successivo conferimento dell’onorificenza conosciuta come dello Speron d’Oro2.

Sempre in Italia furono molti i riconoscimenti, ma nessuno si trasformò in uno sperato incarico stabile. Significativo il periodo trascorso a Bologna dove entrò in contatto con il famoso musicista e padre Giovanni Battista Martini3 con il quale imparò le regole teoriche del contrappunto conseguendo l’ambita onorificenza di Accademico Filarmonico4.

Nel mese di ottobre dell’anno 1769 a soli 13 anni ottenne il primo stabile incarico ed onorario presso la corte arcivescovile salisburghese5 quello di Konzermeister, ossia il primo violino di un’orchestra, che condivideva la direzione con il maestro al cembalo.

Tappe fondamentali della crescita artistica di Mozart furono certamente maturate nel corso degli innumerevoli viaggi svolti fino al 1780 dove si consumò la rottura con l’ambiente di corte.

L’anno precedente Mozart ottenne l’incarico anche di organista di corte con un compenso annuo di 150 fiorini, ma questo non lo soddisfaceva appieno soprattutto la costrizione, considerato poco più di un cuoco, a cui era sottoposto dal “Suo padrone terreno” ossia l’Arcivescovo Hieronymus von Colloredo6, che tramite il camerlengo Karl Joseph Felix Arco (cfr. Gran Maestro delle Cucine della Corte del Principe-Arcivescovo), lo prese letteralmente a calci nel fondoschiena dopo un acceso diverbio in seguito alle dimissioni presentate, come ci testimonia una lettera assai articolata del Nostro indirizzata al padre. (cfr. Nr473 dell’Epistolario a cura di Marco Murara edito dai tipi di Zecchini). 

Fu certamente il primo fra i musicisti dell’epoca a svincolarsi da un contratto di servitù di tipo feudale per trasformarsi in un libero professionista diventando il principale esponente del classicismo settecentesco, esponendosi alla variabilità della vita di tutti i giorni.

La fortuna l’andò cercando nella capitale dell’Impero dove come primo alloggio si trovò ad abitare presso la famiglia Weber le cui figlie Aloysia, Josepha, Sophie e Costanze7 entrarono tutte nella propria vita. 

Costanze divenne da lì a poco la fidanzata e, contrariamente alle rigide disposizioni paterne, moglie a partire dal 4 agosto 1782 con una solenne cerimonia presso la Cattedrale di Santo Stefano.

Molteplici furono i contatti e le protezioni, che maturano nei primi anni viennesi soprattutto quella a partire dal 1782 con il barone Gottfried van Swieten, facoltoso aristocratico e insigne burocrate della Corte Imperiale.

Nella Sua biblioteca Wolfi potè studiare i manoscritti originali, non di copisti, dei maestri del contrappunto quali Johann Sebastian Bach e Georg Friedrich Händel arricchendo il proprio bagaglio tecnico ed espressivo.

Certamente tale rapporto favorì Mozart nel contesto della cerchia imperiale con commissioni di Accademie, Opere teatrali e musiche d’occasione.

Il 28 maggio 1787 morì Leopold Mozarte pare, senza comunque una conferma storica, che il testamento fosse completamente a favore della figlia con conseguente diseredazione di Wolfgang Amadeus, che ha traslato tale difficile rapporto nella figura austera del Commendatore nel Don Giovanni KV527.

Il 7 dicembre 1787 su diretta disposizione di Giuseppe II arrivò la nomina a compositore di corte con un salario di 800 fiorini, amaro potrebbe risultare il confronto con la retribuzione di 2000 fiorini del Suo predecessore Gluck!

L’incarico permise al Nostro, visto l’impegno saltuario per solo musiche accompagnatorie ai balli di corte, di poter alimentare attività personali e commissioni teatrali.

Purtroppo dal 1789 cominciarono i problemi finanziari di Mozart, che si vide costretto più volte (ci sono circa 20/30 lettere a testimonianza) a rivolgersi al fratello massone Michael Puchberg per prestiti forse mai restituiti.

Il 20 febbraio 1790 moriva di tubercolosi l’Imperatore Giuseppe II, fautore di tutto un movimento libertario, che coinvolse sia la politica sia la Musica.

Il suo corpo venne sepolto nella tomba 42 della Kapuzinergruft (Cripta dei Cappuccini), che si trova sotto la chiesa di Santa Maria degli Angeli a Vienna.

Il successore, il fratello minore, Leopoldo II non fu certo da annoverare fra i sostenitori ed estimatori di Mozart, che peraltro non fu invitato alla cerimonia di incoronazione pur avendo un ruolo nell’organigramma musicale della corte.

Questo avvenimento coincise con un progressivo declino delle amicizie e quindi dei ricavi viennesi, che ebbero un’ultima importante parabola ascendente all’inizio del 1791.

Le composizioni che nacquero nell’ultimo anno sono decisamente variegate e passano dall’ultimo Concerto per pianoforte n.27 KV595 al Mottetto KV618 Ave Verum Corpus con l’apice delle due ultime opere Die Zauberflöte KV620 e La clemenza di Tito KV621 fino all’incompleto Requiem in re minore KV6269.

Mozart lasciò la propria vita terrena il 5 dicembre 1791 poco prima della mezzanotte. Il corpo venne da prima traslato nella Cattedrale di Santo Stefano il 6 dicembre e poi sepolto in un’anonima fossa comune, presso il cimitero di St. Marx10, il 7 dicembre. 

Il cimitero, il cui nome deriva da un vicino ospizio di carità, venne aperto in risposta ad un decreto dell’Imperatore Giuseppe II, che vietava ulteriori sepolture in cimiteri all’interno delle mura della città. Egli ordinò anche che i corpi fossero sepolti in fosse comuni, senza singola bara e non imbalsamati.

La tradizione tramanda due sconcertanti realtà: la prima il feretro non fu accompagnato da nessuno all’ultimo soggiorno terreno e la seconda il funerale fu classificato di terza classe ossia il più economico! 

Su questo secondo punto ci sono alcune considerazioni da fare; Mozart non ricevette, per Sua volontà, l’estrema unzione e seguendo i dettami massonico–illuministi pare non volesse alcuna cerimonia funebre.

Il certificato di morte riporta una cruda dicitura “hitziges frieselfieber” (febbre miliare acuta, nei secoli scorsi era associata a delle eruzioni cutanee simili ai granelli del miglio), che non aiuta certo a comprendere fino in fondo il declino fisico del compositore

.

Molte sono state le ipotesi più o meno romanzate dell’ultimo anno mozartiano e del percorso che lo portò alla morte, certo resta indecifrabile come un compositore ed un artista abbia avuto una fine così anonima!

Note

1 Joannes Chrysostomus perché il santo del giorno era questo; Wolfgangus (letteralmente “camminare con il lupo”) in onore del nonno materno Wolfgang Nikolaus Pertl; Theophilus, nome del padrino Johann Theophilus Pergmayr, commerciante e consigliere civico. Si tramanda anche come il Nostro scherzasse molto sui Suoi molteplici nomi tanto da firmarsi a volte Wolgangus Amadeus Mozartus enfatizzando sulla desinenza US.

2 E’ un ordine cavalleresco pontificio conferito a coloro che si siano prodigati per diffondere il messaggio della Chiesa, o a coloro che abbiano contribuito alla gloria della Chiesa con le armi, gli scritti, o con altri atti illustri. A Mozart fu conferito il 4 luglio 1770.

3 Giovanni Battista Martini (Bologna, 25 aprile 1706 – Bologna, 3 agosto 1784) è stato un francescano, compositore, teorico della musica ed erudito italiano.

 

4 Mozart sostenne l’esame di ammissione il 9 ottobre 1770 sul testo dell’antifona “Quaerite primum regnum Dei”. Il difficile e rigido esame vide il quattordicenne Wolfgang in difficoltà; l’esito finale fu di un striminzito e immaginiamo pilotato, dall’amico Padre Martini, “6”

5 All’epoca territorio sovrano appartenente al Sacro Romano Impero nel Circolo Bavarese.

6 Hieronymus Joseph Franz de Paula Colloredo von Wallsee und Mels, della casata dei Colloredo (Brno, 31 maggio 1732 – Vienna, 20 maggio 1812), fu principe-vescovo di Gurk dal 1761 e principe-arcivescovo di Salisburgo dal 1771 sino al 1803, quando l’arcivescovado venne secolarizzato. Soprannominato, nelle corrispondenze, da Mozart come “il gran Mufti”. Colloredo fu molto irritato dal carattere del musicista salisburghese e dalle sue frequenti assenze dal posto di lavoro, che, comunque, era retribuito a spese dell’Arcivescovo. Dopo numerose discussioni, lo dimise dalla carica con le seguenti parole: “Mag er geh’n, Ich brauch’ Ihn nicht!” (“Lasciatelo andare, non ho bisogno di lui!”).

7 Constanze Weber Mozart (Zell im Wiesental, 5 gennaio 1762 – Salisburgo, 6 marzo 1842) fu la moglie di Wolfgang Amadeus Mozart e la cugina del compositore Carl Maria von Weber. Così Wolfgang la descrisse al padre Leopold:  “Non è di certo una brutta ragazza, ma al tempo stesso è lontana dall’essere bella. Tutta la sua bellezza consiste in un paio di piccoli occhi neri e in un aspetto abbastanza curato. Non è molto intelligente, ma ha sufficiente buon senso per adempiere ai doveri di moglie e madre. Dire che tende ad essere stravagante è una bugia bella e buona. Al contrario, è abituata ad essere vestita con modestia: quel poco che sua madre ha potuto fare per le sue figlie, l’ha fatto per le altre due e mai per lei. La maggior parte di ciò che serve a una donna, lei è capace di farlo con le sue mani, ed è lei stessa che si acconcia i capelli ogni giorno. Inoltre, ha una certa pratica di economia domestica e ha il cuore più gentile del mondo. Io amo lei e lei ama me con tutto il cuore. Mi dica lei se potrei augurarmi una moglie migliore!”

Dal matrimonio sopravvissero due soli figli sui sei concepiti:

Carl Thomas Mozart  (Vienna, 21 settembre 1784 – Milano, 31 ottobre 1858)  Dopo i primi studi effettuati a Praga, fino al 1797, si trasferì in Italia per tentare la fortuna nell’ambito musicale. Nel 1810 abbandonò gli studi musicali e il sogno di aprire un negozio di strumenti musicali, per intraprendere la carriera burocratica come funzionario al servizio del viceré Eugenio di Beauharnais.Carl fu padre di una bambina, Costanza, che precocemente morì nel 1833. Si tramanda come lo stesso frequentasse assiduamente le rappresentazioni delle Opere del padre fino alla propria morte. La sua scomparsa segnò la fine della stirpe dei Mozart.

Franz Xaver Wolfgang Mozart (Vienna, 26 luglio 1791 – Karlsbad, 29 luglio 1844) è stato un compositore, pianista, direttore d’orchestra e insegnante austriaco, ottenne anche la nomina a Kapellmeister  del Mozarteum. Non si sposò mai e non ebbe figli. Sulla lapide c’è il seguente epitaffio, che testimonia come il legame con il padre, peraltro nemmeno conosciuto, l’avesse segnato per tutta l’esistenza: “Che il nome di suo padre sia il suo epitaffio, giacché la sua venerazione per lui fu l’essenza della sua stessa vita.”

8 Johann Georg Leopold Mozart (Augusta, 14 novembre 1719 – Salisburgo, 28 maggio 1787) è stato un compositore e violinista tedesco. Pare che fosse destinato alla carriera ecclesiastica, ma alla morte del padre abbandonò questa strada e nel 1737 si iscrisse all’Università di Salisburgo per poi entrare nella Corte Arcivescovile. Il 21 novembre 1747 Leopold si sposò con Anna Maria Pertl nella cattedrale di Salisburgo: lui aveva ventotto anni, lei ventisette. Sembra che l’unione sia risultata felice: si diceva che “i genitori di Mozart erano ai loro tempi la coppia più bella di Salisburgo”. E in effetti non ci risulta, che il minimo dissenso abbia mai turbato gli affettuosi rapporti tra i due coniugi. In occasione delle nozze d’argento, Leopold, che si trovava in Italia con il figlio, così scrisse da Milano all’amata moglie: “Oggi è l’anniversario del nostro matrimonio. Sono passati, credo, venticinque anni da quando ci venne la felice idea di sposarci: quest’idea, a dire il vero, ci era venuta molti anni prima. Le cose ben fatte richiedono tempo!”

9  Nel corso dell’estate un emissario dell’aristocratico viennese Conte Walsegg commissionò l’opera in memoria dell’anniversario della morte della moglie con due richieste l’anonimato e la segretezza dell’incarico. Il Requiem rimase incompiuto e il completamento fu portato a termine da parte di Franz Xaver Süssmayr.

10 Oggi a Vienna risultano presenti due monumenti funebri uno con una stele nel presunto luogo di sepoltura presso il Sankt Marxer Friedhof; l’altro presso lo Zentralfriedhof.

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