Allegro ma non troppo, un poco maestoso
L’incipit è in chiaro-scuro; Il tema inizia su un pianissimo quasi impercettibile dell’orchestra, che sembra quasi provare o meglio accordarsi prima di esplodere in maniera potente esprimendosi in tutta la sua ricchezza espressiva e tonale. La progressione del coinvolgimento di tutte le parti orchestrali è un altro fondamentale tassello di questo possente ed iniziale mosaico sonoro.
(0’00”-30″) L’Esposizione si apre in un’atmosfera sinistra, instabile: un’idea nasce repentina nelle pieghe armoniche, creando un clima di attesa.
(31″-2’12”) La tensione accumulata si scarica violentemente nel perentorio primo gruppo tematico attraverso le pesanti ottave dell’orchestra, espresse all’unisono. L’intero blocco tematico si ripete poi con maggior forza e infine si trasforma in nuovi motivi.
(2’13”-3’14”) Il secondo gruppo tematico ha caratteristiche ben diverse: è un tenero scambio tra coppie di legni in una curva melodica più dolce, che presto cade in un disegno di danza.
(3’15”-4’29”) Gli archi trasportano ora all’ultima parte del gruppo tematico: un’idea sinuosa ed oscillante si fa via via più insistente, fino a comunicare inquietudine ed attesa. Infine le idee si susseguono quasi disordinatamente in un crescendo ad effetto dei tutti.
(4’30”-6’04”) Lo Sviluppo inizia in un tono assai cupo: si ripresentano rielaborate le idee espresse nell’Esposizione, con l’aggiunta di una dolce melodia dai toni zingareschi.
(6’05”-7’05”) D’un tratto giunge, inaspettata, una possente fuga a tre soggetti: il discorso si infittisce nello scambio capillare delle parti, l’orchestra sobbalza in preda a vigorosi colpi in sforzato.
(7’06”-8’19”) Ritorna la melodia di tipo tzigano a rasserenare l’ambiente. E’ seguita dal motivo di danza dell’Esposizione, ma ora è più estesa ed amplificata sino a raffigurare un ballo impetuoso e senza freni.
(8’20”-11’51”) E’ il segnale dell’imminente Ripresa: ritorna il materiale già presente nell’Esposizione, ma nel complesso si presenta in forma più intensificata e rielaborata.
(11’52”-14’17”) Si apre una sorta di nuovo Sviluppo con ripresa dei temi in esso contenuti. Tuttavia ora si sfruttano giochi di luce e di ombre inediti, in una successione caleidoscopica di trovate timbriche.
(14’18”-15’21”) Coda: dopo la grande “baraonda” sonora per un attimo l’orchestra si ferma. Poi, lentamente si rimette in marcia, riprende quota, cresce ed accellera, e nella spinta della massa ritorna ancora una volta travolgente: è il momento solenne della citazione finale del tema principale.
